Xi Jinping destituisce numerosi ufficiali dell’esercito cinese

12.08.2025 07:55
Xi Jinping destituisce numerosi ufficiali dell'esercito cinese

Rimozioni Militari in Cina: Le Ultime Sviluppe Sotto Xi Jinping

Da quando Xi Jinping ha preso le redini della Cina nel 2012, ha sempre adottato strategie di dimissioni forzate e indagini disciplinari per mantenere il controllo sull’esercito. Tuttavia, le recenti espulsioni di ufficiali militari si distinguono per la loro intensità e profondità, rivelando caratteristiche inaspettate. Infatti, Xi ha destituito figure da lui stesso nominate e considerate affidabili, riporta Attuale.

Le forze armate cinesi sono universalmente riconosciute come tra le più potenti al mondo, recentemente evidenziando notevoli progressi tecnologici, come la creazione di un innovativo sistema di pontili galleggianti per potenziali invasioni via mare, strategie che potrebbero essere impiegate contro Taiwan, e la rapida costruzione di nuove portaerei. D’altronde, le epurazioni continuative all’interno delle forze armate indicano la presenza di problematiche, potenzialmente correlate a corruzione e a una crescente sfiducia della leadership politica nei confronti dei militari, e in particolare di Xi Jinping.

Negli ultimi mesi, la Commissione militare centrale, il principale organo attraverso il quale il Partito Comunista esercita il proprio controllo sull’esercito, ha visto una drastica riduzione dei suoi membri, passando da sette a quattro, di cui uno è lo stesso Xi. A partire da aprile, il generale He Weidong, un membro della Commissione, è scomparso, suscitando preoccupazioni che potesse essere stato arrestato. A giugno, l’ammiraglio Miao Hua è stato ufficialmente espulso dopo essere stato sospeso dall’incarico l’anno precedente. Le motivazioni dietro la sua espulsione rimangono poco chiare, ma i comunicati ufficiali parlano di “serie violazioni della disciplina”.

Sia He che Miao avevano goduto di una carriera meteoritica negli ultimi anni, sostenuti apertamente da Xi, considerati suoi protetti. La rimozione di personalità simili riflette l’ampiezza delle epurazioni in corso, rendendole sempre più profonde e sistemiche. Secondo il centro studi Jamestown Foundation, dal 2023 ad oggi, sono stati messi sotto inchiesta o allontanati almeno 45 ufficiali.

Queste decisioni sono in parte motivate da reali problemi di corruzione. L’esercito cinese ha storicamente sofferto di un forte radicamento della corruzione, compromettendo le proprie capacità operative. Xi ha ordinato che l’esercito si modernizzi completamente entro il 2027, con l’intento di prepararsi a un’eventuale invasione di Taiwan, sempre che i suoi piani possano concretizzarsi. Tuttavia, per raggiungere tale modernizzazione, l’esercito deve liberarsi dalla corruzione, che Xi considera una distrazione dalle risorse necessarie al fine militare.

Le epurazioni ricoprono anche un significato politico: sin dal suo insediamento, Xi ha sistematicamente rimosso concorrenti interni, concentrando il potere nelle mani di alleati fidati. L’importanza dell’esercito in questo contesto è cruciale, poiché storicamente ha giocato un ruolo essenziale nel rafforzare o indebolire il potere di un leader. Con queste operazioni, Xi è riuscito a diventare il leader cinese più potente dai tempi di Mao Zedong, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese.

La drasticità delle recenti epurazioni e il fatto che ufficiali già vicini a Xi siano stati coinvolti possono essere interpretati in diversi modi. Una lettura è che Xi stia accelerando la modernizzazione dell’esercito, rafforzando ulteriormente il suo controllo. Come osserva Joseph Torigan, docente alla American University di Washington, “Quando Xi Jinping nota errori anche tra i suoi uomini, è probabile che la sua reazione sia duplice.”

L’alternativa è che Xi non disponga di un gruppo sufficientemente fidato per assegnare incarichi strategici, evidenziando il potenziale fallimento delle sue scelte. Se Xi continua a destituire ufficiali, questo potrebbe segnalare una mancanza di fiducia nella gerarchia militare, con ripercussioni significative sia in chiave bellica che per la stabilità politica, suggerendo che Xi non esercita un controllo incontrastato sull’esercito.

Attualmente, non esistono prove tangibili che il potere di Xi sugli apparati militari sia diminuito. Tuttavia, appare verosimile che nei prossimi mesi o anni l’esercito subirà ulteriori riforme e cambiamenti radicali. Il mese scorso, la Commissione militare centrale ha pubblicamente esortato a “eliminare completamente le influenze tossiche e ripristinare l’immagine e l’autorità degli ufficiali politici” dell’esercito.

1 Comment

  1. Ma dai, che situazione strana in Cina! Xi Jinping sembra non fidarsi nemmeno dei suoi uomini. Le epurazioni in corso fanno pensare a un clima di paura e insicurezza. Si sta preparando a una guerra, ma a quel punto deve davvero controllare tutto, anche le sue decisioni. Chissà come andrà a finire…

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