Vlad Plahotniuc condannato a 19 anni per il furto di un miliardo di euro in Moldavia

24.04.2026 11:55
Vlad Plahotniuc condannato a 19 anni per il furto di un miliardo di euro in Moldavia

Vlad Plahotniuc, il politico più ricco della Moldova e ex vicepresidente del Parlamento, è stato condannato a 19 anni di carcere per frode e riciclaggio, dopo essere stato accusato di aver sottratto un miliardo di euro dai fondi pubblici. Questa decisione segna un importante passo avanti nella lotta contro la corruzione nel paese, riporta Attuale.

Una volta ammirato e temuto, Plahotniuc, 60 anni, non si è presentato in aula durante la lettura della sentenza, mentre il pubblico ministero chiedeva addirittura 25 anni di reclusione. Il suo impero, che comprendeva un controllo significativo sui media locali, è crollato dopo il suo coinvolgimento nel cosiddetto “furto del secolo”, avvenuto nel 2014, quando oltre un miliardo di euro sono svaniti da tre banche moldave, costringendo il Fondo monetario internazionale a intervenire.

Questo processo non rappresenta che l’inizio; Plahotniuc è ora accusato di una lista crescente di crimini, tra cui collusione con mafia russa e corruzione. È considerato a lungo il “padrino” della politica moldava, avendo gestito le operazioni finanziarie illecite per anni a favore degli oligarchi a Mosca. Altri personaggi di spicco coinvolti nello scandalo, come l’israeliano-russo Ilan Shor, sono fuggiti all’estero per sfuggire alla giustizia.

La condanna di Plahotniuc è vista come un riflesso significativo della discontinuità portata dal governo della giovane presidente Maia Sandu, che ha cercato di allontanare la Moldova dall’influenza russa e di avvicinarla all’Unione Europea. Tuttavia, la stabilità del paese rimane precaria: nonostante i passi verso una maggiore integrazione europea, la Moldova è ancora vulnerabile, con un significativo numero di cittadini di lingua russa e le forze russe stazionate nelle aree limitrofe.

Nell’ottica delle tensioni recenti, il governo moldavo ha espulso cinque ufficiali russi dichiarati “indesiderabili”. La reazione del Cremlino è stata immediata e minacciosa, con l’ex ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, che ha avvertito che la Russia adotterà misure per “proteggere” i cittadini russi in Transnistria, territorio dichiarato autonomo ma riconosciuto solo dalla Russia.

Il futuro della Moldova nel contesto geopolitico europeo appare incerto, con l’influenza russa ancora presente e le pressioni per un avvicinamento alle istituzioni europee in aumento, rappresentando una sfida continua per il governo di Chisinau.

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