Attivisti della Global Sumud Flotilla in sciopero della fame dopo il fermo dell’Idf

20.05.2026 11:15
Attivisti della Global Sumud Flotilla in sciopero della fame dopo il fermo dell'Idf

Attivisti della Global Sumud Flotilla iniziano sciopero della fame dopo intercettazione da parte di Israele

Roma, 20 maggio 2026 – Ottantasette attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla, fermati dall’Idf e diretti in Israele, hanno iniziato uno sciopero della fama. In un post pubblicato sulla piattaforma social statunitense X, la flottiglia ha affermato che, per la seconda volta in tre settimane, l’esercito israeliano, definito ‘l’esercito più morale’, ha ‘rapito i loro compagni in acque internazionali’. La flottiglia ha chiesto il rilascio di tutti gli attivisti “nelle mani delle autorità israeliane” e ha esortato i governi a condannare l’”atto di pirateria”, riporta Attuale.

Ieri Israele ha intercettato una nuova spedizione umanitaria in acque internazionali, portando a 29 il numero dei cittadini italiani trattenuti, insieme a tre stranieri residenti in Italia. Questo ha innescato una crisi diplomatica, spingendo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a chiedere a Tel Aviv di verificare l’operato dei militari, accusati di aver aperto il fuoco contro civili in acque internazionali.

In Israele è iniziato lo sbarco del primo gruppo di attivisti della Flottilla nel porto di Ashdod. Un secondo gruppo dovrebbe arrivare nel corso della giornata. La Farnesina ha comunicato che i funzionari dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv sono in contatto con le autorità israeliane del porto per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la loro partenza per l’Italia. Gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per l’identificazione e poi messi in grado di ripartire. Tajani ha nuovamente richiesto che “siano liberati al più presto”.

L’ultima imbarcazione a cadere nella morsa di Tel Aviv è stata la Karsi-i Sabadab. A bordo viaggiavano il deputato M5S Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e l’attivista Ruggero Zeni. Con il loro fermo si scioglie il mistero sul parlamentare, rimasto isolato nel pomeriggio. I prigionieri – tra cui medici, reporter e difensori dei diritti umani di 40 Paesi – sono stati trasferiti su una corvetta militare verso il porto di Ashdod, dove sono arrivati in serata, ad attenderli l’équipe legale di Adalah. In precedenza erano state abbordate la nave Akka, bloccata a 82 miglia da Gaza, e la Don Juan, proprio mentre i canali streaming mostravano i soldati salire a bordo e gli attivisti a mani alzate.

La Marina israeliana avrebbe sparato proiettili di natura ignota. Secondo la Flotilla, sei imbarcazioni sono state colpite, incluse quelle della bandiera italiana, la Girolama. “È un atto criminale, usano le armi”, ha affermato Delia. Il ministero degli Esteri di Israele ha risposto che sono state “usate armi non letali contro le navi, non contro gli attivisti, come avvertimento”. Fonti israeliane riportano oltre 40 scafi sequestrati e circa 300 arresti, mentre la Flotilla indica 61 barche intercettate e 9 ancora in navigazione.

Il comitato della Flotilla ha inviato una dura lettera a Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni, Tajani e Crosetto, esigendo un intervento concreto per la libertà di navigazione, sanzioni economiche e diplomatiche contro Israele. Le opposizioni aumentano la pressione su Palazzo Chigi: il M5S parla di “deputato illegalmente rapito” e chiede fermezza, mentre la segretaria del Pd, Elly Schlein, esige il rilascio immediato dei cooperanti. In serata, il ministero degli esteri israeliano ha comunicato che tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari.

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