Roma, 11 giugno 2026 – Prime ripercussioni dopo la notizia dell’indagine per corruzione relativa alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Csm, riporta Attuale.
Ponte sullo Stretto e corruzione
Miele è una delle tre persone indagate per corruzione nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. I tre indagati comprendono un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, già Consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa”, un imprenditore 65enne reggino, residente a Roma, e un 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dal febbraio 2026. Secondo le informazioni disponibili, i tre avrebbero tentato di influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti riguardo all’approvazione del progetto definitivo del ponte.
Gli indagati
Gli indagati nell’inchiesta della procura di Roma sono Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, che fino a poche settimane fa ricopriva il ruolo di commissario della Lega in Calabria.
Le accuse
I tre sono indagati dalla procura di Roma per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, secondo quanto rivelato in una nota firmata dal procuratore capo Francesco Lo Voi. Le forze dell’ordine hanno eseguito perquisizioni sui tre indagati su delega dei magistrati.
Incredibile ma vero, ma alla fine sembra che il Ponte sullo Stretto porti solo guai! E pensare che doveva essere un simbolo di unione… invece è già un caos di corruzione e dimissioni. Mah, cosa dobbiamo aspettarci in questo paese?