Alfredo Cospito rimane al 41 bis mentre il ministero della Giustizia rinnova il regime carcerario

30.04.2026 21:15
Alfredo Cospito rimane al 41 bis mentre il ministero della Giustizia rinnova il regime carcerario

Rinnovo del carcere duro per Alfredo Cospito, decisione anticipata dal ministero della Giustizia

Roma, 30 aprile 2026 – Rimarrà al 41 bis l’anarchico Alfredo Cospito, che sta scontando una condanna a 23 anni di carcere per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano nel 2006 e per altri fatti di terrorismo legati alle azioni della Federazione anarchica informale (Fai-Fri). Questa decisione è stata presa dal ministero della Giustizia, che ha rinnovato il regime di carcere duro in anticipo rispetto alla data del 4 maggio, termine ultimo per la decisione. Il difensore di Cospito, Flavio Rossi Albertini, potrà presentare appello contro la scelta di via Arenula davanti al tribunale di sorveglianza di Roma, riporta Attuale.

Cospito è stato anche il protagonista del caso che ha portato alla condanna in primo grado dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, poi dimessosi dopo il referendum e in seguito all’emersione della vicenda del ristorante aperto in società con la figlia di un mafioso romano. L’esponente piemontese di FdI aveva riferito al collega di partito e vice presidente del Copasir, Giovanni Donzelli – che poi le rese pubbliche alla Camera – il contenuto di conversazioni avvenute nell’ora d’aria nel carcere di Sassari tra l’anarchico e detenuti di camorra e ‘ndrangheta, anche loro al 41 bis. La sentenza di secondo grado per Delmastro è attesa a maggio: il pg ha chiesto l’assoluzione.

Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di FdI, ha affermato: “La decisione di rinnovare il carcere duro per Alfredo Cospito è in linea con il profilo di pericolosità politica e sociale dell’anarchico, punto di riferimento dentro e fuori dall’istituto penitenziario di movimenti anarcoinsurrezionalisti. Si tratta di gruppi protagonisti di azioni eversive e terroristiche, come dimostrano i due anarchici morti in un casale nel parco degli Acquedotti a Roma”. Le due vittime dell’esplosione accidentale, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, erano legate proprio al Gruppo Cospito. Le indagini hanno ipotizzato che l’esplosivo potesse servire per un attentato dimostrativo proprio in vista della scadenza del decreto applicativo del 41bis.

In un’intervista al Corriere, il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha commentato l’arresto di Eithan Bondì per gli spari con una pistola softair al Parco Schuster il 25 Aprile, parlando di un “brutto clima” in città “specie adesso che si deciderà la conferma del carcere duro per Cospito. Non bisogna mai abbassare la guardia. Perfino le scritte sui muri non vanno trascurate: se inneggiano a formazioni eversive possono essere frutto di una bravata, ma di sicuro bisogna fare un’indagine approfondita”. Giannini ha aggiunto: “Quando si alza la tensione, può sempre innescarsi l’azione violenta di un singolo. È successo qui sabato”.

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