Trump e Zelensky: un appello per la pace nella guerra in Ucraina
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Ieri il presidente Trump ha dichiarato di auspicare che l’Ucraina non necessiti dei missili a lungo raggio Tomahawk, desiderati dal presidente Zelensky, affermando: «Vorrei piuttosto che la guerra avesse fine». Questo incontro ha segnato il terzo incontro tra i due leader negli ultimi nove mesi, avvenuto durante un pranzo di lavoro nella Cabinet Room, lontano dal consueto Studio Ovale. Come riporta Attuale.
Il presidente ucraino ha congratulato Trump per il recente cessate il fuoco in Medio Oriente e ha suggerito che i Tomahawk potrebbero fungere da strumento di pressione per indurre Putin a negoziare, illustrando anche i possibili obiettivi russi su una mappa.
«Il cessate il fuoco in ogni guerra è molto difficile, Putin non lo vuole, bisogna fare pressione su di lui», ha detto Zelensky, proponendo uno scambio tra missili Tomahawk e droni ucraini. Trump ha mostrato interesse per i droni, mentre ha espresso riluttanza a inviare i missili, sottolineando la loro importanza per la sicurezza nazionale e i rischi di escalation.
Dopo il colloquio, Zelensky ha aggiornato i leader dell’UE e della NATO, inclusa l’Italia, e ha successivamente affermato ai giornalisti che lui e Trump hanno concordato di non discutere pubblicamente dei missili per evitare ulteriori tensioni. Tuttavia, ha ammesso: «Abbiamo parlato dei Tomahawk. La posizione degli americani è: ne abbiamo bisogno. Per oggi».
Trump ha condiviso su Truth che l’incontro con Zelensky è stato «molto interessante e cordiale», esprimendo la necessità di raggiungere un accordo. «Dovrebbero fermarsi dove sono, che entrambi cantino vittoria, che sia la Storia a decidere», ha aggiunto, sottolineando la sua funzione di mediatore.
Zelensky ha concordato con Trump e, pur riconoscendo la possibilità che Putin stia prendendo tempo per protrarre il conflitto, ha confermato che c’è una volontà di dialogo. «Penso che abbiamo la possibilità di porre fine alla guerra rapidamente, se si mostra flessibilità», ha dichiarato Trump.
Tuttavia, ha smorzato l’ottimismo alimentato un mese fa riguardo alla possibilità che l’Ucraina recuperi i territori persi, affermando: «In guerra non si sa mai». La distanza persiste sulle aspettative riguardo a Putin; Trump ha affermato di credere che le cose stiano andando bene, mentre Zelensky ha ribadito la speranza di trovare un accordo grazie al supporto degli Stati Uniti.
Il Cremlino sembra continuare a corteggiare Trump con proposte economiche, mentre Zelensky ha espresso disappunto per l’idea di un tunnel tra Alaska e Russia, proposta da Mosca. La questione principale resta se il prossimo summit di Budapest porterà a risultati diversi da quelli ottenuti in Alaska, dove Trump aveva vissuto un incontro segnato da ottimismo, ma che alla fine non aveva prodotto risultati concreti.»
La situazione persiste complessa, e non ci sono segnali che suggeriscano un cambiamento di posizione da parte di Putin. Zelensky conclude con fiducia: «Mi fido degli Stati Uniti e che Trump voglia finire il lavoro».