Il primo volo che colpì un grattacielo di New York

28.07.2025 10:55
Il primo volo che colpì un grattacielo di New York

Il primo schianto aereo contro un grattacielo di New York

La prima occorrenza di un aereo che impattò contro un grattacielo di New York risale a 56 anni prima del tragico evento dell’11 settembre 2001, precisamente il 28 luglio 1945, poco prima della fine della Seconda guerra mondiale. In quel giorno di nebbia, un bombardiere B-25 Mitchell, con a bordo tre persone, si schiantò contro il 78esimo e il 79esimo piano dell’Empire State Building, allora l’edificio più alto del mondo. Nel sinistro persero la vita il pilota e i due militari a bordo, insieme a 11 persone che si trovavano negli uffici del grattacielo. Un anno dopo, a causa di questo incidente, il Congresso approvò una legge che consentiva ai cittadini di citare in giudizio il governo, riporta Attuale.

Il bombardiere in questione era lungo 16 metri ed era pilotato dal capitano William Franklin Smith, il quale aveva ricevuto numerose onorificenze per il suo coinvolgimento in battaglie aeree in Europa. Quel giorno, tuttavia, il capitano non era in missione di guerra, ma doveva semplicemente trasportare due militari dalla base di Hanscom, in Massachusetts, all’aeroporto municipale di New York, futuro aeroporto Fiorello LaGuardia. La nebbia era così fitta che dal suolo non si riuscivano a vedere i piani più alti dell’Empire, e viceversa. Nonostante i consigli degli addetti della torre di controllo riguardo alla scarsa visibilità, Smith decise di proseguire nella manovra di atterraggio.

Lo schianto avvenne sul lato nord del grattacielo, all’altezza della 34esima strada. Le ali dell’aereo furono tranciate dall’impatto, mentre la fusoliera creò un’enorme apertura sulla facciata esterna dell’Empire State. L’esplosione dei serbatoi dell’aereo causò un incendio, ferendo oltre venti persone.

In un contesto in cui gli Stati Uniti erano ancora in conflitto con il Giappone, molti newyorkesi interpretarono l’incidente come un possibile attacco giapponese. Tuttavia, le conseguenze furono relativamente limitate: l’Empire State Building, grazie alla sua robusta struttura, contribuì a contenere l’incendio, che fu spento in circa un’ora. Nonostante la grande apertura di sei metri, le normali attività di lavoro ripresero già il lunedì successivo. Dopo tre mesi, i danni furono completamente riparati, con un costo stimato di circa 1 milione di dollari dell’epoca, che corrisponderebbero a circa 15 milioni di euro attuali.

Di recente, sui social, è circolata un’immagine errata dell’incidente, mostrando un aereo molto più grande rispetto al bombardiere B-25 Mitchell. Questa immagine è stata utilizzata da alcuni profili per rilanciare teorie del complotto riguardanti l’11 settembre 2001. Tuttavia, esistono molte fotografie che documentano le conseguenze di quanto accaduto il 28 luglio 1945.

Non molto tempo dopo, il 20 maggio 1946, in un’altra giornata nebbiosa a New York, un altro velivolo militare si schiantò contro un grattacielo di Manhattan. Si trattava di un Beechcraft C-45F Expeditor, lungo 10 metri e mezzo, che colpì il 58esimo piano dell’edificio al numero 40 di Wall Street, noto oggi come Trump Building. In questo caso, cinque persone – quattro uomini e una donna – a bordo dell’aereo persero la vita.

In seguito a questi due incidenti, l’esercito degli Stati Uniti impose il divieto di atterraggi a New York durante situazioni di nebbia e scarsa visibilità, per garantire la sicurezza dei voli e la protezione della popolazione.

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