Protesta contro il Ponte sullo Stretto: danni ambientali, rischio sismico e costi eccessivi

06.08.2025 17:05
Protesta contro il Ponte sullo Stretto: danni ambientali, rischio sismico e costi eccessivi

Progetto del Ponte sullo Stretto: Le Riserve delle Associazioni Ambientaliste

Roma, 6 agosto 2025 – Le associazioni Greenpeace, Lipu, Legambiente e Wwf Italia hanno espresso forti critiche rispetto alla decisione del Cipess di approvare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, definendola “un vero e proprio azzardo”. Le motivazioni addotte riguardano sia l’aspetto economico che le incertezze progettuali, in quanto questo rimanda a una fase esecutiva mancante di test fondamentali e analisi necessarie. Non sorprende, affermano, la retorica trionfalistica da parte del governo e del ministro Salvini, considerata parte integrante della propaganda politica che già è stata smentita dai dati.

Secondo le associazioni ambientaliste, l’opinione della Commissione Via è già stata considerata acquisita dal governo, mentre in realtà la Corte dei conti deve ancora esprimere il proprio parere. Si ignora che l’imminente apertura dei cantieri sarà perlopiù simbolica e riguarderà principalmente lavori preliminari, dato che il progetto esecutivo non è stato ancora formulato. La modifica legislativa adottata dal Governo per avviare la cantierizzazione prevede che il progetto esecutivo venga frazionato, lasciando questioni importanti come i test di resistenza dei cavi e le analisi sismiche ancora irrisolte.

In aggiunta, le associazioni denunciano che le spese pubbliche promesse per il ponte non hanno le coperture necessarie, poiché ci si sta adoperando per inserirle incredibilmente nelle spese militari, escludendole dal patto di stabilità. Con un budget stimato di 13,5 miliardi di euro, mai valutato in un’ottica neutrale, si evidenziano le posizioni contrarie prese in passato dai governi di Mario Monti e Mario Draghi. Il progetto, concepito inizialmente come un attrattore per investimenti privati, ora finisce con l’assorbire oltre 6 miliardi del Fondo di Coesione e Sviluppo, sottraendo risorse fondamentali destinate a ridurre le disparità economiche e sociali e a promuovere uno sviluppo equilibrato del territorio, colpendo settori cruciali come i servizi e il welfare.

Le preoccupazioni non si limitano agli aspetti economici; anche l’impatto ambientale dell’opera solleva allarmi fra le associazioni. Nel giorno in cui Matteo Salvini ha annunziato l’approvazione definitiva del progetto, le organizzazioni hanno presentato un nuovo reclamo all’Unione Europea. “L’impatto ambientale del Ponte sullo Stretto di Messina è innegabile e documentato, come riconosciuto dai proponenti stessi”, sostengono. È stata avviata una procedura speciale per consentire la realizzazione del ponte, ma le condizioni stabilite dalle normative comunitarie non sembrano essere rispettate.

Il reclamo si concentra sul secondo parere della Commissione VIA VAS (n. 72/2025), chiudendo la procedura di “livello III della VINCA” (Valutazione d’Incidenza), che viene attivata solo in presenza di impatti ambientali acclarati e non mitigabili riguardanti aree protette. La Commissione ha riconosciuto i potenziali danni ambientali, suggerendo che, per procedere con l’autorizzazione, sia necessaria la conformità a tre condizioni fondamentali, ovvero l’assenza di alternative, motivi di rilevante interesse pubblico e interventi compensativi.

Le organizzazioni ambientaliste, però, affermano che tali condizioni non sussistono. Il governo ha cercato di dimostrare la presenza di questi requisiti, ma secondo Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF ci sono delle discrepanze significative. Le giustificazioni militari citate fanno sorgere dubbi, poiché se il ponte fosse realmente strategico, diventerebbe un bersaglio in caso di conflitto. Inoltre, le motivazioni legate alla protezione civile sembrano trascurare i problemi attuali delle infrastrutture locali e i rischi associati ai disastri naturali. La tesi secondo cui il ponte migliorerebbe l’accesso ai servizi sanitari è vista come inverosimile, dato che le istituzioni sanitarie locali già affrontano gravi carenze.

Le associazioni evidenziano che la Commissione VIA VAS non ha affrontato a fondo le problematiche, limitandosi a una dichiarazione di assenso, mentre l’Unione Europea non dovrebbe eludere i principi fissati dai trattati e dalle direttive ambientali. A queste rivendicazioni si unisce il comitato locale “No Ponte“, guidato dall’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti.

Questi gruppi sollecitano l’attenzione sulla necessità di reindirizzare l’enorme investimento previsto per il ponte verso progetti sociali a supporto dello sviluppo e della lotta contro la povertà nelle regioni storicamente svantaggiate come Calabria e Sicilia. In conclusione, le preoccupazioni per il progetto del Ponte sullo Stretto rimangono elevate, con richieste di chiarezza e trasparenza che si fanno sempre più pressanti.

5 Comments

  1. Ma davvero? Un ponte che costa miliardi e non risolve niente, anzi rischia di peggiorare la situazione ambientale. Ma chi lo ha deciso? Ci saranno solo sprechi di soldi pubblici e danni per la gente. Non si può andare avanti così, dobbiamo fermarli!

  2. Che schifo! Non capisco come si possa pensare di costruire un ponte così costoso e dannoso per l’ambiente! I soldi dovrebbero essere investiti in cose utili, non in opere faraoniche che non risolveranno i problemi reali del sud. Siamo già messi male!

  3. Non so, a me sembra una follia! Spendere così tanti soldi per un ponte quando ci sono problemi molto più urgenti da risolvere, come le strade dissestate o la sanità in crisi. E poi, l’impatto ambientale è un’altra cosa da considerare… chi ci pensa a quello?

  4. Ma che stiamo dicendo? Un ponte sullo Stretto in questo momento? Se nemmeno gli studiosi sono d’accordo, come si può pensare che sia una buona idea? E pensare che i soldi potrebbero andare per risolvere i veri problemi della Calabria e Sicilia, invece di fare opere faraoniche senza senso!

  5. Ma che casino! Sto ancora cercando di capire come possano pensare di costruire un ponte in una zona così sismica! E poi i soldi che vengono spesi così, mentre tante persone hanno bisogno di aiuto per cose più importanti… È un vero e proprio scempio!

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