Un elmo della prima guerra punica ritrovato nei fondali delle Isole Egadi

05.09.2025 13:15
Un elmo della prima guerra punica ritrovato nei fondali delle Isole Egadi

Ritrovato un raro elmo di bronzo dell’epoca della Prima Guerra Punica nelle Isole Egadi

Roma, 5 settembre 2025 – Un elmo di bronzo del tipo “Montefortino,” in straordinario stato di conservazione e completo di paraguance, è stato scoperto dai fondali delle Isole Egadi. Il reperto proviene dall’area storica della battaglia delle Egadi del 241 a.C., uno scontro cruciale nella prima guerra punica tra Roma e Cartagine, riporta Attuale.

L’elmo è stato portato alla luce dai subacquei della Società per la documentazione dei siti sommersi (Sdss), sotto la direzione di Mario Arena e con la supervisione della Soprintendenza del Mare, in collaborazione con l’Area marina protetta, il Comune di Favignana e la Capitaneria di porto.

I reperti salvati, compreso l’elmo, hanno ricevuto un primo trattamento conservativo da parte delle restauratrici della Sdss, grazie al supporto del mecenate statunitense Michel Garcia. Inoltre, il dottor Giuseppe Perricone ha effettuato uno studio radiologico a Trapani, eseguendo TAC su circa trenta reperti metallici resi irriconoscibili dalle incrostazioni, da cui sono emerse armi come spade, lance e giavellotti, testimonianze della battaglia del 241 a.C.

Francesco Paolo Scarpinato, assessore ai Beni culturali e identità siciliana, ha commentato: “L’elmo Montefortino è uno dei più belli e completi mai recuperati. Questi ritrovamenti rafforzano l’immagine dell’Isola come custode di un’eredità culturale unica al mondo.”

Le attività di ricerca e recupero hanno beneficiato anche del sostegno della Rpm Nautical Foundation, una fondazione privata statunitense che ha contribuito con fondi e una nave oceanografica, supportando così i lavori della Soprintendenza del Mare.

Durante i trattamenti, è stato inoltre pulito il rostro numero 25, recuperato in una precedente campagna, rivelando che si tratta di un reperto romano con l’iscrizione “Ser.Solpicio C.F. Quaestor Probavi(t),” che probabilmente si traduce in “Servio Sulpicio, questore, figlio di Gaio, approvò,” riferendosi implicitamente al rostro. Il nome Gaio potrebbe riferirsi a Gaio Sulpicio, console dal 243 a.C., un dettaglio che avvalora l’ipotesi che i reperti siano databili alla prima guerra punica. Dal noto “relitto del banco dei pesci,” risalente al V secolo d.C., è stata recuperata anche una grande maniglia in bronzo, il cui utilizzo rimane ancora incerto.

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