Israele e Hamas: accordo di pace in fase di approvazione con dettagli ancora incerti

09.10.2025 18:25
Israele e Hamas: accordo di pace in fase di approvazione con dettagli ancora incerti

Accordo di pace tra Israele e Hamas: cessate il fuoco previsto entro 24 ore

Un accordo sulla prima fase del piano di pace per la Striscia di Gaza, firmato mercoledì notte dai negoziatori di Israele e Hamas, è in procinto di essere approvato formalmente. La ratifica è attesa dal governo israeliano nel pomeriggio e successivamente dalla dirigenza di Hamas presente a Sharm el Sheikh, in Egitto. I dettagli sono ancora parzialmente sconosciuti; tuttavia, la complessità dei temi politici legati al futuro della Striscia di Gaza è stata rimandata, mentre crescono i chiarimenti su ciò che potrebbe accadere nei prossimi giorni, riporta Attuale.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, il cessate il fuoco dovrebbe entrare in vigore entro 24 ore dalla conclusione della riunione del gabinetto di governo, il che suggerisce che potrebbe essere effettivo entro venerdì sera. Durante questo periodo, l’esercito israeliano prevede di effettuare un parziale ritiro, pur mantenendo il controllo su una porzione significativa della Striscia, attualmente occupata per oltre l’80%. La portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha indicato che, in questa prima fase, l’occupazione dovrebbe ridursi al 53%.

Riguardo al destino degli ostaggi israeliani, sia l’ufficio di Netanyahu che quello del presidente statunitense Donald Trump hanno comunicato che il loro rilascio potrebbe avvenire lunedì. Le stime attuali indicano che ci sarebbero ancora 20 ostaggi vivi, con la restituzione anche dei corpi di 28 prigionieri deceduti. Hamas dovrebbe consegnarli alla Croce Rossa, senza alcuna cerimonia di rilascio, a differenza di quanto era avvenuto in precedenti occasioni, dove tali eventi erano stati criticati come umilianti.

In cambio del rilascio degli ostaggi, Israele dovrebbe liberare alcuni prigionieri palestinesi, che includono sia persone condannate per reati legati al terrorismo che individui in detenzione amministrativa, senza accuse formali. Secondo l’accordo suggerito da Trump, Israele dovrebbe rilasciare 250 persone condannate all’ergastolo e 1.700 detenute a Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, comprese donne e bambini. Recentemente, sono circolate speculazioni sulla possibilità che Israele liberasse Marwan Barghouti, un leader politico palestinese rinchiuso da 20 anni, ma una portavoce di Netanyahu ha smentito tale opzione.

Numerosi aspetti del piano di pace proposto da Trump rimangono incerti. Non è chiaro se l’accordo preveda il disarmo di Hamas o un ritiro totale delle forze israeliane da Gaza, né se siano state discusse garanzie americane contro nuove aggressioni israeliane dopo il rilascio degli ostaggi. In aggiunta, rimangono vaghe le modalità di ingresso dei beni di prima necessità nella Striscia, dove gli approvvigionamenti sono stati fortemente limitati da Israele negli ultimi due anni, aggravando la crisi umanitaria.

Nel piano di Trump, i beni di prima necessità dovrebbero essere immediatamente distribuiti da organizzazioni internazionali dopo la firma dell’accordo, evitando così la controversa Gaza Humanitarian Foundation, ONG instumentalizzata da Israele che ha raccolto critiche per il suo operato nella distribuzione degli aiuti.

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