PARIGI – Florian Montorio, 40 anni, sergente maggiore del 17° reggimento del genio paracadutisti di Montauban, è morto a Ghandouriyeh, nel Sud del Libano, dopo essere stato ferito in un attacco da parte di un gruppo armato, presumibilmente legato a Hezbollah. Montorio, che aveva una compagna e due figli, rappresenta una delle vittime più recenti della missione Unifil. Il soldato si stava preparando a tornare alla vita civile, riporta Attuale.
Il coraggio in Afghanistan
Il comandante del reggimento, colonnello Jérémy Akil, ha descritto Montorio come «un militare eccezionale e profondamente generoso e coraggioso», ricordando il suo atto di eroismo in Afghanistan, dove salvò un commilitone in situazioni estremamente pericolose. «Florian ha accumulato una vasta esperienza operativa», ha aggiunto Akil, evidenziando il suo servizio in diversi teatri di guerra come il Senegal, l’Iraq e il Mali.
I programmi per il futuro
La carriera di Montorio, che gli è valsa riconoscimenti come la menzione d’onore della brigata e la Croce al merito militare, stava per chiudersi. Secondo il colonnello Jérémy Akil, Montorio era ansioso di ritornare alla vita civile e riunirsi con la sua famiglia.
Il sergente maggiore era coinvolto in un’operazione per ripristinare un collegamento con una postazione Unifil isolata, quando è stato colpito da una imboscata. Questo attacco rappresenta il secondo decesso di un soldato francese nella regione, dopo la morte del maresciallo Arnaud Frion in un attacco con droni nel Kurdistan iracheno. In risposta all’incidente, il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia esige che le autorità libanesi prendano provvedimenti contro i responsabili e collaborino con Unifil, esprimendo solidale il supporto alle famiglie dei militari coinvolti nella missione di pace in Libano.