Ucraina sotto pressione: pericolo di un accordo russo-americano che minaccia la sovranità
Il governo americano ha deciso di rinviare a 13 dicembre la scadenza per la vendita delle attività estere di Rosneft e Lukoil, due colossi del petrolio russo, in un gesto che sembra allentare la tensione tra Washington e Mosca. Questa scelta scaturisce dall’emergere di un’atmosfera di complicità, simile a quella vista durante il vertice di agosto scorso in Alaska, mettendo a rischio l’indipendenza dell’Ucraina, riporta Attuale.
Le recenti manovre diplomatiche stanno mescolando le rivendicazioni storiche del Cremlino con le richieste presentate a Trump ad Anchorage. Tra queste, la richiesta che il russo diventi lingua ufficiale e la chiesa ortodossa russa ottenga uno status privilegiato in Ucraina. Significativo è anche il ritorno alla proposta di ridurre l’esercito di Kiev a livelli inadeguati. Secondo il Financial Times, il piano discusso tra il Cremlino e la Casa Bianca include un dimezzamento delle forze armate ucraine e la rinuncia a strumenti bellici in grado di colpire a lunga distanza.
Questa evoluzione riaffiora elementi del “memorandum” presentato dal Cremlino a Istanbul nel 2022, mirando a ridurre l’esercito ucraino a 85 mila soldati e limitare la portata delle armi. Oggi, Mosca cerca di convincere Trump a privare Kiev della capacità di utilizzare certe armi, gravemente necessarie per difendere un confine lungo quasi duemila chilometri, vulnerabile a ulteriori attacchi.
Il piano russo prevede di costringere l’Ucraina a cedere il Donbass, un territorio che Mosca non è riuscita a conquistare in quasi quattro anni di conflitto. Con questa strategia, Kiev perderebbe posizioni strategiche cruciali, aprendo la strada all’esercito russo verso importanti città ucraine come Dnipro e Kharkiv. Tale scenario rappresenterebbe un ulteriore passo verso l’obiettivo di ridurre l’Ucraina a uno stato vassallo, incapace di operare al di fuori degli ordini di Mosca.
Le pressioni sulla leadership ucraina aumentano, mentre Trump e Putin si avvalgono di uomini d’affari per condurre le negoziazioni, ignorando le reali esigenze e desideri di Kiev. Con il governo ucraino indebolito da scandali di corruzione, l’accentramento delle decisioni potrebbe avvantaggiare il Cremlino e sfavorire la ricerca di una pace giusta e democratica, che rispetti l’indipendenza e l’integrazione europea dell’Ucraina.
Per contrastare queste manovre, l’Unione Europea deve dare segnali chiari di supporto a Kiev, dimostrando che sosterrà l’Ucraina oltre il limite tollerabile per Mosca. L’Europa deve far capire che la cooperazione e il sostegno a lungo termine è l’unica strada per evitare che il Paese cada sotto il controllo di un’alleanza tra Putin e Trump.