Sentenza di omicidio a Bologna: la famiglia di Fallou Sall esige giustizia
Un tribunale di Bologna ha condannato un ragazzo a undici anni e sei mesi di detenzione per l’omicidio di Fallou Sall, un sedicenne accoltellato al cuore durante una rissa il 4 settembre 2024. I genitori della vittima, Danila e Mou, hanno espresso la loro costernazione, affermando che una pena così leggera rappresenta una “vergogna”. “La luce di Fallou si è spenta quel giorno per mano di un ragazzo che a oggi non ha ancora compreso il male che ha fatto a nostro figlio, a noi tutti e a se stesso. Noi cercheremo di tenere accesa quella luce, non vogliamo che altri genitori piangano le lacrime che versiamo ogni giorno. Siamo consapevoli però che qualcosa in questo sistema debba cambiare”, riporta Attuale.
La decisione del giudice Gabriella Tomai ha suscitato sgomento tra i familiari di Fallou e non ha soddisfatto neppure la difesa dell’imputato, che aveva richiesto l’assoluzione sostenendo la legittima difesa. Il pubblico ministero aveva invece invocato una pena di ventuno anni. Secondo la ricostruzione, Fallou e un gruppo di amici avevano inseguito l’imputato, facendolo cadere, momento in cui il sedicenne ha estratto un coltello e colpito la vittima. Il legale dell’imputato ha dichiarato che il suo assistito si sentiva accerchiato e temeva per la propria vita.
I genitori di Fallou, visibilmente commossi, hanno denunciato la gravità della sentenza: “È assurdo che oggi, in Italia, un omicidio valga 11 anni. Bell’insegnamento che diamo ai nostri figli. Sinceramente speravamo potesse sorprenderci o quantomeno essere in linea con le richieste del pm”, hanno dichiarato. Fallou è stato accoltellato senza alcuna possibilità di difendersi, e la loro frustrazione si è accentuata ulteriormente per il trattamento del secondo reato di tentato omicidio, nel quale un altro ragazzo era stato ferito in punti vitali.
I genitori hanno anche denunciato il incremento della violenza tra i giovani, lamentando la facilità con cui si può ottenere un coltello: “La giustizia deve essere più inflessibile”. Hanno sottolineato che in tutti questi mesi di udienze non hanno mai percepito un sincero pentimento da parte dell’imputato e che si sente la necessità di un’educazione più rigorosa nelle scuole, insieme a un ruolo più incisivo della giustizia come deterrente.
L’avvocato di Fallou, Loredana Pastore, ha definito la pena “non congrua” e si è detta fiduciosa nell’appello della Procura. L’imputato ha partecipato al processo in videoconferenza dal carcere di Nisida. L’avvocato difensore, Pietro Gabriele, ha descritto i genitori dell’imputato come “a pezzi” e ha espresso sorpresa per la severità della condanna. Ha ribadito che non ci sono “mostri”, ma solo ragazzi coinvolti in una tragica vicenda.