L’Unione europea di fronte a scelte decisive: Putin al bivio nel 2026

20.12.2025 07:35
L'Unione europea di fronte a scelte decisive: Putin al bivio nel 2026

Il futuro della Russia e l’influenza dell’Europa nel conflitto ucraino

Se l’Unione europea avesse mobilitato immediatamente duecento miliardi di euro in uno stile simile a whatever it takes, utilizzando beni russi congelati e combinando queste risorse con quelle del Recovery Fund e del Meccanismo europeo di stabilità, il messaggio per il Cremlino sarebbe stato chiaro: noi non esitiamo e l’Ucraina continuerà a resistere a lungo oltre quanto la Russia possa mantenere la propria crisi, riporta Attuale.

In Italia, pochi comprendono come la Russia stia attraversando una fase di significativa difficoltà economica, ora in transizione verso una crisi strutturale. Secondo Alexandra Prokopenko, ex direttrice della banca centrale russa e attuale dissidente, il Paese potrebbe trovarsi in una situazione critica entro un anno e mezzo o due. Nel 2026, Vladimir Putin potrà continuare la sua aggressione, ma le sanzioni iniziano a dare i loro frutti: la manodopera scarseggia a causa della fuga dei giovani e delle arruolamenti di massa, mentre l’industria civile è in recessione.

Oltre a questo, l’inflazione crescente e il deficit di bilancio, dovuto all’aumento delle spese militari e al calo dei ricavi petroliferi, segnano un quadro economico preoccupante per Mosca. Fornendo supporto all’Ucraina per resistere, l’Occidente segnala a Mosca che l’ossessione di Putin per l’Ucraina potrebbe presto diventare un problema anche per le élite russe.

All’ultimo vertice, l’Europa ha perso un’importante opportunità, sacrificando il piano per l’accesso alle riserve russe, il che ha dato l’impressione che Putin fosse riuscito a influenzare le decisioni europee. L’errore è stato quello di dimostrare che le minacce russe hanno avuto successo, incoraggiando ulteriormente reazioni simili in futuro.

Tuttavia, non tutto è negativo: l’Ucraina riceverà comunque un sostegno finanziario significativo, con l’adozione di un nuovo eurobond da parte del Consiglio europeo, nonostante il veto di paesi come Ungheria e Slovacchia. La Germania ha assunto la responsabilità politica di questo accordo, nonostante le critiche interne di destra, garantendo il nuovo debito con fondi già versati nel bilancio europeo.

In parallelo, Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron non sono riusciti a mostrare la stessa flessibilità del cancelliere tedesco riguardo all’accordo di libero scambio con il Mercosur. Entrambi i leader hanno continuato a proteggere gli agricoltori, nonostante avessero già ricevuto significative garanzie. È cruciale che questa posizione venga rivista velocemente, poiché l’Europa ha bisogno di alleanze strategiche in un contesto di crescente protezionismo globale.

Negli Stati Uniti, il presidente non desidera un accordo dell’Europa con il Mercosur, considerato il Sudamerica il suo cortile. Nonostante ciò, l’Europa ha dimostrato di avere la forza per resistere, ma per il futuro sarà necessario un maggiore impegno collettivo per affrontare le sfide globali.

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