Nonostante il divieto, i cittadini russi continuano ad acquistare immobili in Finlandia

05.01.2026 15:00
Nonostante il divieto, i cittadini russi continuano ad acquistare immobili in Finlandia
Nonostante il divieto, i cittadini russi continuano ad acquistare immobili in Finlandia

Il 4 gennaio 2026 l’emittente pubblica finlandese Yle ha riferito che il divieto sulle transazioni immobiliari per i cittadini della Federazione Russa ha avuto solo un effetto limitato. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale del territorio, entro la fine di novembre dello scorso anno i russi hanno acquistato in Finlandia 55 immobili: 35 prima dell’entrata in vigore della legge e 20 dopo. Il dato finale potrebbe aumentare, poiché le operazioni di dicembre non sono ancora incluse nelle statistiche ufficiali.

La normativa, entrata in vigore nel luglio 2025 e applicata anche ai cittadini bielorussi, può essere aggirata attraverso diversi meccanismi, tra cui il possesso di doppia cittadinanza di un Paese UE o l’acquisizione di società che detengono immobili. Già all’inizio del 2025, prima delle modifiche legislative, il Ministero della Difesa finlandese aveva rilasciato 39 permessi a cittadini russi per l’acquisto di proprietà; dopo l’entrata in vigore della legge, i permessi concessi sono stati 11, mentre alcune richieste restano in fase di valutazione.

Sicurezza nazionale e schemi di elusione

Secondo Kari Liuhko, ricercatore dell’Università di Turku e dell’Università nazionale della difesa, la Russia può utilizzare intermediari per mascherare le proprie operazioni, rendendo il solo divieto legislativo insufficiente a eliminare i rischi per la sicurezza. L’esperto sottolinea che Mosca ha spesso fatto ricorso a cittadini di Paesi terzi come prestanome, inclusi moldavi, georgiani e persino ucraini, e che la chiave risiede nel rafforzamento della cooperazione interistituzionale. Liuhko ritiene inoltre opportuno estendere le verifiche anche alla proprietà riconducibile a Stati che sostengono la Russia, come la Cina.

Negli ultimi mesi sono emersi casi concreti di elusione. Nel sud-est della Finlandia, alcune proprietà sono state trasferite tramite società. Tra queste figura l’outlet village Zsar, situato vicino al confine russo, acquistato da una società finlandese riconducibile a un miliardario con doppia cittadinanza russa e tedesca, che secondo Yle avrebbe legami con l’entourage del presidente Vladimir Putin. In un altro caso, il programma investigativo MOT di Yle ha rivelato che una storica tenuta a Ruokolahti è passata a un imprenditore con cittadinanza canadese e azera, attivo da anni in Russia e sospettato di fungere da prestanome.

Limiti della normativa e prospettive europee

L’adozione della legge nel 2025 segnala che la Finlandia considera il mercato immobiliare una questione di sicurezza nazionale, riconoscendo che la proprietà può essere utilizzata nell’interesse di Stati ostili. Tuttavia, i dati dimostrano che le restrizioni hanno solo parzialmente ridotto l’attività dei cittadini russi, evidenziando la capacità di adattamento del business e delle strutture legate a Mosca. In sistemi come quello russo e bielorusso, la distinzione tra proprietà privata e interessi statali è spesso assente, e gli immobili all’estero possono diventare strumenti di influenza ibrida, soprattutto nelle aree di confine e vicino a infrastrutture strategiche.

Gli esperti concordano sul fatto che il focus esclusivo sulla cittadinanza dell’acquirente sia insufficiente. Le autorità finlandesi sono chiamate a chiudere le lacune legislative, estendendo i controlli alle operazioni societarie, all’identificazione dei beneficiari finali e alle transazioni legate a Paesi che sostengono la Russia. L’esperienza finlandese mostra che il divieto di acquisto è una misura necessaria ma non sufficiente: senza un approccio sistemico e standard comuni a livello UE e NATO, i rischi di sicurezza legati alla proprietà immobiliare resteranno elevati.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere