Trump annuncia dazi del 10% contro otto paesi europei per le truppe in Groenlandia

19.01.2026 09:25
Trump annuncia dazi del 10% contro otto paesi europei per le truppe in Groenlandia

Trump annuncia nuovi dazi contro otto paesi europei per esercitazione in Groenlandia

Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto nuovi dazi del 10% a partire dal 1° gennaio sugli otto paesi europei, tra cui Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, che hanno inviato soldati in Groenlandia per un’esercitazione di deterrenza contro le aspirazioni statunitensi sulla regione. Questi dazi potrebbero aumentare al 25% dal mese di giugno e si aggiungeranno ai dazi già imposti a tutti i paesi dell’Unione Europea, pari al 15%, annunciati durante l’estate, riporta Attuale.

Trump ha affermato che i dazi rimarranno in vigore finché non verrà raggiunto un accordo “per l’acquisto completo e totale della Groenlandia”. Tuttavia, resta da capire come intenda applicarli, considerando che la politica commerciale dell’Unione Europea è gestita dalla Commissione Europea, che prevede un mercato comune interno e un’unione doganale, rendendo difficile l’imposizione di dazi individuali da parte di un paese terzo.

Un precedente esistente mostra che questa regola è stata violata: dal 2018, gli Stati Uniti applicano un dazio sulle olive nere spagnole, recentemente aumentato fino al 46%. Si tratta di un caso particolare, poiché gli Stati Uniti hanno giustificato il dazio con motivazioni commerciali, affermando di seguire le normative dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che consente dazi su paesi o prodotti specifici in circostanze determinate.

Negli anni, il WTO ha multato e richiamato più volte gli Stati Uniti per non aver giustificato adeguatamente il dazio sulle olive nere spagnole, senza però dichiarare esplicitamente che non poteva essere imposto in quanto merce proveniente dal mercato europeo.

È importante notare che i nuovi dazi annunciati da Trump sono considerati illegali secondo le regole della WTO, poiché imposti per motivi esplicitamente politici, colpendo i paesi che si sono mobilitati in favore di Danimarca e Groenlandia. Nonostante ciò, il precedente riguardante le olive dimostra che tali misure possono essere implementate con successo. Dalla loro introduzione, il mercato delle olive nere spagnole negli Stati Uniti si è dimezzato, con un calo del 70% delle esportazioni spagnole, avvantaggiando sia paesi extraeuropei come Turchia ed Egitto, sia membri dell’Unione Europea come Portogallo e Grecia.

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