Claudio Carlomagno confessa: “Ho ucciso Federica”, ma restano interrogativi sul movente

22.01.2026 06:25
Claudio Carlomagno confessa: "Ho ucciso Federica", ma restano interrogativi sul movente

Confessione choc di Claudio Agostino Carlomagno: “Ho ucciso io Federica”

Claudio Agostino Carlomagno ha confessato di essere l’autore del femminicidio di Anguillara Sabazia, ammettendo davanti al giudice che “sono stato io a uccidere Federica”, dopo tre giorni di silenzio nel carcere di Civitavecchia. La confessione è avvenuta durante un’interrogazione durata quasi cinque ore, culminata nella convalida del fermo, nonostante le evidenze già schiaccianti a suo carico. Questo passo avanti ha permesso di chiarire alcuni punti oscuri, ma non tutti, relativi alle circostanze della tragedia, riporta Attuale.

Secondo Carlomagno, il movente del crimine è stato il timore di perdere la custodia del figlio, affermando: “L’ho uccisa perché non volevo perdere l’affidamento di mio figlio”. Tuttavia, questa giustificazione appare insufficiente a spiegare la brutalità del delitto, avvenuto con 23 coltellate inflitte alla vittima, Federica Torzullo, di 41 anni, che addirittura dopo la morte ha subito ulteriori ferite al volto e al corpo, indicando una volontà di “cancellare” la sua femminilità. Federica, funzionaria delle Poste e madre di un figlio, aveva deciso di separarsi da Carlomagno, con un incontro fissato per il 12 gennaio con un avvocato per avviare le pratiche di separazione consensuale.

La sera del delitto, Carlomagno ha dichiarato di essere tornato a casa dopo aver accompagnato il figlio dai nonni materni e di aver avuto un acceso litigio con Federica, la quale gli ha rivelato la volontà di avere l’affido del bambino e di essere coinvolta in una nuova relazione. Il delitto si è consumato nel bagno della loro abitazione alle 6:15 di venerdì 9 gennaio, mentre Federica si preparava per andare al lavoro. “Non so cosa mi è successo. Ho perso la testa”, ha affermato l’indagato, nonostante l’atto violento sembri pianificato, essendo durata circa 45 minuti. Carlomagno ha confermato di aver utilizzato un coltello da cucina ma ha fornito informazioni contraddittorie riguardo al luogo dell’arma: inizialmente affermando che fosse ancora in casa, poi sostenendo di averla gettata via. Inoltre, ha ammesso di aver distrutto il cellulare della vittima e di aver tentato di bruciare il corpo, affermando che il fuoco avrebbe toccato accidentalmente il corpo di Federica.

Il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha individuato Carlomagno come unico responsabile del femminicidio, pur non escludendo la possibilità di complici nel tentativo di occultamento del cadavere, rinvenuto in un terreno vicino all’azienda di Carlomagno. Liguori ha espresso dubbi sulla ricostruzione fornita dall’indagato, sottolineando che nonostante la confessione ci siano aspetti che non convincono. “La ricostruzione della dinamica non convince”, ha affermato, aggiungendo che ci sono ombre da chiarire nel racconto, nonostante l’evidente accumulo di prove contro l’indagato.

La Procura ha contestato a Carlomagno il reato di femminicidio, applicando l’articolo 577 bis del codice penale, che prevede l’ergastolo per gli omicidi commessi “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la libertà, i diritti o la personalità” della vittima. La brutalità dell’atto e il possibile movente di rabbia legato alla nuova relazione di Federica costituiscono un aggravante significativo in questa tragica vicenda.

1 Comment

  1. È incredibile come la paura di perdere un figlio possa portare a gesti così estremi. La vita di Federica non valeva abbastanza per lui? È sempre più chiaro che ci sono ferite che non si vedono, ma che portano a tragedie come questa. La brutalità di questi atti è straziante e fa riflettere su quanto dobbiamo ancora fare per combattere contro la violenza di genere. Che fine ha fatto l’amore?

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