Roma, 4 marzo 2026 – Il meteo ‘impazzito’ è strettamente legato all’Artico. “La Terra si sta scaldando, sta per raggiungere il grado e mezzo che volevamo evitare con gli accordi di Parigi – spiega Fabio Trincardi, già direttore dell’Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr di Bologna. – Per capire la portata di questo calore basta considerare che dall’ultimo periodo glaciale ad oggi ci sono 5° di differenza. Quindi 1,5° nella media del pianeta è tantissimo. In aggiunta, questo grado e mezzo non è distribuito uniformemente su tutto il pianeta; ci sono dei punti caldi, degli hotspot dove la temperatura sta aumentando più rapidamente. Due ci riguardano. Uno è proprio il Mediterraneo, l’altro è l’Artico, che si sta scaldando circa tre volte più rapidamente rispetto alla media del pianeta. Noi stiamo subendo gli effetti della cosiddetta amplificazione artica,” riporta Attuale.
Che cos’è l’amplificazione artica
“Alle nostre latitudini lo schema economico industriale, basato sui combustibili fossili, immette in atmosfera sempre più CO2, metano e altri gas clima alteranti. Questo causa l’aumento di temperatura ed è indubbio che la causa di questo riscaldamento così rapido è dovuta all’uomo, non ci sono altre cause, i negazionisti possono stare tranquilli. Quando l’Artico si scalda, si mettono in moto vari fattori di amplificazione. Intanto, quel continente ha sempre avuto una grande copertura di ghiaccio marino, una volta spesso fino a 6 metri, adesso meno di due. Finché c’è, è uno schermo bianco che riflette radiazione infrarossa nello spazio, contribuendo a tenere più bassa la temperatura della Terra. Quando il riscaldamento causa la restrizione dell’aria ghiacciata e ci avviciniamo a estati senza ghiaccio marino, quello che prima era bianco riflettente si trasforma nel blu dell’oceano assorbente calore. Si capisce come il gioco di temperatura possa dislocarsi di molti gradi, si perde uno schermo e si guadagna un assorbitore di calore.
La fusione del permafrost
L’aumento di temperatura sta causando in tutta l’area peri-artica la fusione del permafrost, il suolo permanentemente ghiacciato, oggi si deve togliere l’avverbio permanentemente. Nei mesi estivi in Siberia e in Canada, il permafrost si fonde, e il vero effetto che ci riguarda dal punto di vista dell’amplificazione artica è che viene immessa un’enorme quantità di metano in atmosfera, in quantità addirittura maggiori a quelle che l’uomo ha immesso fino ad oggi con tutte le sue attività.
La fusione della Groenlandia
Un altro fattore di amplificazione artica è la fusione della Groenlandia; se fonde l’intera calotta di ghiaccio, che è circa 3 km di spessore, avemmo un innalzamento del livello del mare globale tra sei e sette metri, con tutte le conseguenze economiche prevedibili per le città costiere e i porti. In quel caso, la linea di riva arriverebbe a Ferrara.
La corrente a getto (jet stream)
Altro fattore, ricorda lo scienziato, è la destabilizzazione del jet stream, una corrente che, con una grande differenza di temperatura tra un Artico molto freddo e le medie latitudini meno fredde, ruota a grande velocità generando venti che raggiungono anche 150-200 km all’ora. Questi venti intercettano gli aerei da San Francisco all’Europa, consentendo un risparmio di carburante. Quando la corrente a getto è stabile, va veloce e tiene separati i due mondi. Tuttavia, quando l’Artico si scalda, la corrente si destabilizza e inizia a fare meandri, scendendo verso sud e perdendo velocità, come un fiume. Sono quelle sacche di aria gelata che arrivano in Texas, creando confusione, ma dimostrando che il pianeta si sta effettivamente scaldando. Pertanto, considerando tutti i fattori principali dell’amplificazione artica, si evidenzia che la partita è lontana, ma ci riguarda e “abbiamo pochi decenni per invertire completamente la rotta prima che l’Artico sia completamente compromesso”.
Previsioni nefaste, ma siamo certi che si realizzeranno?
Trincardi non ha dubbi: “Per l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), al quale contribuiscono migliaia di scienziati e che tiene conto di tutte le ricerche in corso, purtroppo queste previsioni sono realistiche, non romanzate.”