Giorgia Meloni a Milano: “Nessuno vuole liberarsi dei giudici” nella difesa della riforma della giustizia

13.03.2026 00:05
Giorgia Meloni a Milano: “Nessuno vuole liberarsi dei giudici” nella difesa della riforma della giustizia

Milano – “Voglio essere molto chiara: qui nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura.” Questa affermazione, pronunciata oggi da Giorgia Meloni dal palco del Teatro Parenti, rappresenta un’esplicita presa di distanza rispetto a quanto dichiarato due giorni fa dalla capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Prima di Meloni, anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dallo stesso palco, aveva sottolineato la necessità di chiarire: “Chi pensa che la destra sia mangia-magistrati non ha capito nulla della nostra storia.”

Obiettivo: evitare l’attacco frontale alle toghe

L’obiettivo dello stato maggiore di Fratelli d’Italia è evitare un attacco frontale alle toghe, comunicando che la riforma è contro le correnti e mira a ridare credibilità ai magistrati. La Russa ha anche affermato che esiste “una maggioranza silenziosa” tra i magistrati a favore del sì. Meloni ha quindi invitato i cittadini ad “avere coraggio” e a recarsi alle urne per un traguardo che la premier definisce “epocale”: “Riuscire finalmente a riformare anche la giustizia.” Questo è stato il tema centrale dell’evento promosso da FdI per sostenere il “sì” al referendum confermativo sulla riforma della giustizia.

L’evento ha visto interventi di diverse personalità, tra cui il giurista Sabino Cassese e l’ex magistrato Antonio Di Pietro, oltre al carabiniere Luciano Masini, noto per aver ucciso un accoltellatore durante un intervento il 1 gennaio 2025. Fuori dal teatro, sono scese in campo poche decine di manifestanti, principalmente di Potere al Popolo.

Meloni: “È una questione di coraggio per riformare l’irriformabile”

“Qui è questione di coraggio – ha dichiarato Meloni –, il coraggio di riformare quello che sembrava irriformabile. Dobbiamo fare i conti con allarmismi, mistificazioni e menzogne”. Meloni ha anche respinto il “catastrofismo” interpretando la riforma come una chance per l’Italia, notando che la separazione delle carriere è già in vigore in 21 dei 27 Paesi dell’Unione Europea. “Siamo noi a essere arretrati?”, ha chiesto, lamentando che le riforme tentate in passato sono naufragate a causa del “no” dell’Associazione Nazionale Magistrati, che, a suo parere, è il vero bersaglio della critica.

Antonio Tajani: “La riforma esalta il ruolo del giudice giudicante”

Il vicepremier Antonio Tajani ha sostenuto: “La riforma esalta il ruolo del giudice giudicante, restituendo dignità alla toga, indebolita dalle correnti partitiche.” Meloni ha avvertito che non approvare la riforma porterebbe a un potere giudiziario “ancora più forte”, con magistrati negligenti e decisioni che danneggiano i cittadini. Ha citato il rischio che immigrati illegali, stupratori, pedofili e spacciatori possano essere liberati, minacciando la sicurezza pubblica.

Elly Schlein: “Non possiamo permetterci di minare la fiducia dei cittadini”

Il governo, ha detto Meloni, resterà in carica indipendentemente dall’esito del referendum. “Se non amate questo Governo, ma condividete la riforma, consiglio di votare ‘sì’. Se votate ‘no’, vi tenete questo Governo e vi tenete anche una giustizia che non funziona” ha affermato, suscitando applausi. Elly Schlein, segretaria del Pd, ha messo in guardia sul lungo periodo: “Quando si delegittima un potere dello Stato, si mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e non possiamo permettercelo.”

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