Roma, 31 marzo 2026 – Due mense ospedaliere a Napoli e Brescia sono state sospese a causa di condizioni igieniche critiche, con infestazioni da insetti segnalate durante i controlli dei Nas. A Salerno, è stata rilevata la presenza di batteri coliformi sui vassoi destinati ai pasti, mentre il caso più grave si è verificato a Catania, dove sono stati sequestrati circa 60 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione e il responsabile della preparazione dei pasti è stato denunciato. Questi eventi emergono dopo un’ispezione a tappeto in 558 cucine ospedaliere in Italia, che ha rivelato irregolarità in 4 mense su 10, riporta Attuale.
I casi più eclatanti
Le ispezioni hanno portato alla sospensione dell’attività di mense a Napoli e Brescia per gravissime violazioni delle norme igienico-sanitarie. In Salerno, l’accertamento di contaminazione microbiologica ha ulteriormente sollevato allarmi riguardo alla sicurezza dei pasti distribuiti. A Catania, sono stati confiscati alimenti risultanti non idonei al consumo, con interventi immediati contro i responsabili. In Parma, si sono riscontrate carenze igieniche nei locali di deposito delle bevande, mentre a Taranto è stata interrotta la produzione di pasti per celiaci per mancanza di spazi e attrezzature adeguate.
I controlli a tappeto dei Nas
Tra il 19 febbraio e il 22 marzo, i Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) hanno svolto una campagna straordinaria di controlli sulle mense ospedaliere e sui servizi di ristorazione sanitaria, volta a verificare il rispetto delle normative igienico-sanitarie. Hanno esaminato 558 strutture a livello nazionale, di cui 525 nel settore della ristorazione collettiva e 31 nell’ambito sanitario. Le verifiche hanno rivelato che 238 strutture non erano conformi, corrispondenti a un 42,7% del totale, indicando un netto livello di inadeguatezza nel settore, con oltre quattro mense su dieci risultate non conformi agli standard di sicurezza.
Le irregolarità
Le irregolarità maggiormente riscontrate hanno incluso carenze igienico-sanitarie nei locali di preparazione e stoccaggio degli alimenti, insufficienze strutturali e di manutenzione, e la scarsa applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP). Vi è stata particolare attenzione alla gestione e conservazione dei prodotti alimentari, specialmente riguardo alle diete speciali per soggetti vulnerabili. Durante i controlli, sono stati presi provvedimenti severi, tra cui sospensioni delle attività in situazioni critiche, sanzioni pecuniarie e sequestri di alimenti non idonei al consumo.