Il leader della giunta militare del Burkina Faso critica la democrazia e annuncia ritardi nelle elezioni

04.04.2026 13:05
Il leader della giunta militare del Burkina Faso critica la democrazia e annuncia ritardi nelle elezioni

Il Leader del Burkina Faso Rifiuta la Democrazia: “Non Fa per Noi”

Ibrahim Traoré, il leader della giunta militare che dal 2022 governa il Burkina Faso, ha dichiarato che gli abitanti del paese «devono dimenticarsi della questione della democrazia» perché «non fa per noi». Durante un’intervista trasmessa dalla televisione di stato, ha affermato che la democrazia «uccide» ed «è schiavitù», riporta Attuale.

Traoré, capitano dell’esercito e il più giovane capo di stato al mondo con soli 38 anni, è salito al potere nel 2022 in seguito a un colpo di stato che ha rovesciato la precedente giunta, anch’essa instaurata dopo un colpo di stato pochi mesi prima.

In quattro anni, ha attratto l’attenzione interna e internazionale presentandosi come un leader rivoluzionario contro l’ingerenza occidentale non solo in Burkina Faso, ma anche in tutta l’Africa. La sua popolarità è stata rafforzata da una campagna di disinformazione online con legami alla propaganda russa, che include video falsi di celebrità statunitensi che lo lodano.

Inizialmente, la giunta aveva promesso elezioni per il 2024, ma Traoré ha successivamente annunciato un rinvio di cinque anni. A gennaio, la giunta ha anche sciolto tutti i partiti politici, definendoli divisivi e incompatibili con il suo progetto rivoluzionario. Traoré ha sostenuto che i politici che hanno governato in precedenza rappresentavano l’incarnazione di ogni vizio.

Secondo il leader, il Burkina Faso deve trovare una propria strada, fondandosi su concetti come sovranità, patriottismo e mobilitazione in favore della rivoluzione. Sottolinea l’importanza dell’indipendenza militare e del lavoro duro dei cittadini, affermando che non basta lavorare sei o otto ore al giorno per raggiungere il livello dei paesi più sviluppati.

La giunta di Traoré ha cercato di ridurre l’influenza dei paesi occidentali, in particolare della Francia, la quale ha colonizzato il paese fino al 1960, e ha espulso le truppe francesi che combattevano i ribelli islamisti. In risposta, il Burkina Faso ha fatto affidamento su formazioni paramilitari russe, discendenti del gruppo Wagner. Sotto il suo comando, il numero di persone uccise nei conflitti è aumentato drasticamente: secondo un centro studi statunitense, negli ultimi tre anni si sono registrate circa 17mila vittime, rispetto alle 6mila dei tre anni precedenti. Secondo la ONG Human Rights Watch, molti di questi siano civili accusati di sostenere i militanti islamisti.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere