Blitz contro narcotrafficanti a Roma: arrestato Raffaele Pernasetti, ex killer della Banda della Magliana
Roma, 15 aprile 2026 – Raffaele Pernasetti, noto come Er Palletta, è stato arrestato durante un maxi blitz contro un gruppo di narcotrafficanti operante a San Basilio, guidato da Rosario Morando, legato alla ‘ndrangheta di Platì. Questo arresto segna il ritorno di un individuo che, nonostante gli anni passati, non ha abbandonato le sue attività illecite, riporta Attuale.
Pernasetti, 75 anni, si era presentato come un riformato, affermando di lavorare nel ristorante di famiglia, ma secondo le indagini, questa era solo una facciata. In realtà, frequentava quotidianamente un ristorante a Roma dove mantenere contatti con i vertici dell’organizzazione criminale locale, con base nel quartiere del Trullo.
La mente dell’operazione era identificata nel quarantenne Manuel Severa, conosciuto come “il Matto”. Pernasetti garantiva, come ai tempi della Banda della Magliana, collegamenti con il narcotraffico, rifornendo l’organizzazione di droga, in particolare hashish e cocaina, da distribuire nelle piazze della capitale.
Il suo passato criminale è lungo e complesso. Dal 1977, Pernasetti è stato un membro fisso della Banda della Magliana, emergendo per i suoi contatti nel traffico di droga. Con i suoi alleati, tra cui De Pedis e Paradisi, dominava le aree di Trastevere, Torpignattara e Centocelle.
Nel 1994, Pernasetti fu arrestato in base alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Maurizio Abbatino, e condannato nel 1998 all’ergastolo per sette omicidi. Tuttavia, fu assolto in appello per tre di essi. Nonostante le condanne per reati legati alla droga e altre attività criminose, venne infine condannato a soli 30 anni. Dopo aver scontato parte della pena, ottenne la semilibertà nel 2011 e lavorò come cuoco.
Oggi, Pernasetti è nuovamente al centro delle indagini, accusato di riassicurare l’approvvigionamento di droga per un’organizzazione malavitosa mentre dimostrava, nonostante l’età, una capacità di intimidazione che contribuiva a mantenere il silenzio e l’assoggettamento nel suo ambiente. Inoltre, è indagato per essere il mandante di una gambizzazione, con modalità simili a quelle della criminalità mafiosa.
Le indagini hanno tracciato un collegamento con un ferimento avvenuto il 25 marzo 2024, quando un uomo fu colpito a colpi d’arma da fuoco in un’officina. Pernasetti avrebbe perseguitato la vittima per un debito di 8 mila euro, minacciandola con una pistola e ordinando successivamente a un gruppo di fuoco di punirla. Il giudice ha espresso senza ombra di dubbio che si trattava di un’operazione pianificata, consapevole del nome di Pernasetti quale creditore, noto per il suo legame con la Banda della Magliana.