L’intervento contro il bonus remigrazione ha suscitato vivaci dibattiti in aula. Gianni Cuperlo, deputato del Partito Democratico, ha evocato il personaggio Cetto La Qualunque, interpretato da Antonio Albanese, per esprimere il suo dissenso nei confronti del decreto sul bonus remigrazione. «Cittadini, popolo sovrano, contribuenti – ha affermato Cuperlo – “quantunquemente” lo si intenda giudicare, questo decreto da me ispirato è grandemente emozionante, in quanto finalmente lo Stato ragiona come me. Perché tu, e dico tu, avvocato, arriva il migrante e tu che fai? Lo aiuti? Ma bravo: solidarietà, diritti e umanità. Però, se lo rimandi a casa, immantinente ricevi 615 euro. E questo, genialmente parlando, è il libero mercato della coscienza, perché la vera domanda è “sempremente” la stessa: ma è legale stare dalla parte della Costituzione?», riporta Attuale.
«Un pacchetto vacanze»
Il deputato ha continuato: «La risposta tu, avvocato, l’hai dentro di te: è un pacchetto vacanze. Benvenuto, arrivederci e grazie per avere scelto il nostro studio legale. Ma 615 euro sono pochi. Io da sindaco farei il bonus fedeltà: se ne rimpatri uno, 615; se ne rimpatri due, 1.000; se ne rimpatri più di tre, “forsemente” potrai ambire a un posto da Sottosegretario. E poi facciamo, “quantunquemente”, la tessera punti: ogni cinque migranti, un elettore in omaggio. “Infattamente” lo Stato deve essere chiaro», ha dichiarato con ironia. Cuperlo ha ribadito che «se vuoi sicurezza devi investire, perché alla fine il messaggio è: se resti è un problema; se parti è un affare per noi. Cittadini, questa non è politica: questa, “senzadubbiamente”, è creatività contabile e su questo, modestamente, io sono un professionista».