Una Chiesa in Arizona sostiene l’abolizione del suffragio femminile
La King’s Way Reformed Church di Prescott, Arizona, ha lanciato una proposta controversa per abolire il suffragio femminile, che negli Stati Uniti è stato introdotto nel 1920 con il XIX emendamento della Costituzione, dopo anni di lotte per i diritti civili delle donne, riporta Attuale.
La proposta sta attirando attenzione anche al di fuori degli ambienti religiosi, trovando sostenitori tra attivisti di estrema destra nella cosiddetta “maschiosfera” e tra influencer e podcaster finanziati da think tank appartenenti a correnti conservatrici. Tra i promotori c’è il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, e ci sono preoccupazioni che le modifiche al processo elettorale sostenute da Donald Trump, attualmente in discussione al Senato, possano andare nella direzione di limitare ulteriormente i diritti di voto delle donne.
Fondata nel 2021 dal pastore Dale Partridge, la King’s Way Reformed Church ha visto un incremento nei partecipanti, passando da un gruppo ridotto a oltre 100 parrocchiani attivi. Partridge, noto per le sue posizioni contro le femministe e l’orientamento LGBT+, sostiene una visione cristiana del patriarcato, in cui uomini e donne hanno ruoli distinti e gerarchici, un’idea giustificata da una lettura letterale della Bibbia.
Il pastore Partridge critica il suffragio femminile, affermando che esso ha danneggiato l’unità familiare e sostenendo che le donne, date le loro naturale inclinazioni, sarebbero portate a sostenere politiche progressiste. Un assistente del pastore, Corbin Clarke, ha dichiarato: «Le donne non sono fatte per la battaglia. Sono nate per l’amore. Sono nate per la bellezza».
Il concetto di voto familiare è centrale nella proposta di Partridge: ogni famiglia avrebbe un voto, espresso dal capofamiglia, per preservare l’unità e la gerarchia tradizionale. Tuttavia, questa idea solleva interrogativi su come le donne non sposate si troverebbero rappresentate. Nonostante i problemi con una tale impostazione, molti sostenitori favorevoli al patriarcato biblico si oppongono alla visione complementary, ritenuta una sua concessione al femminismo, che ha portato a un patriarcato debole.
Le radici del patriarcato biblico risalgono agli anni Novanta, con figure come Doug Phillips, fondatore di Vision Forum Ministries, e attualmente, Doug Wilson, noto per le sue posizioni estremiste, tra cui affermazioni controversie sulla schiavitù e la sottomissione delle donne. Recentemente, Wilson è stato evidenziato come uno degli “ultraconservatori fanatici della Bibbia” che circondano Trump.
La crescente accettazione di tali idee ha trovato eco anche tra i membri della “maschiosfera”, dove la costante richiesta di abolire il XIX emendamento diventa sempre più comune. Influencer di estrema destra, come Charlie Kirk, hanno apertamente espresso la loro contrarietà al diritto di voto delle donne.
Inoltre, l’eliminazione del suffragio femminile si presenta come un compito arduo, ma il pastore Partridge menziona la possibilità di limitare gradualmente il diritto di voto tramite nuove normative. Le recenti proposte da parte di Trump mirano a rendere più rigorosi i requisiti per la registrazione degli elettori, con il rischio di escludere molte donne, specialmente quelle che hanno cambiato legalmente il proprio nome dopo il matrimonio.
Questi sviluppi suggeriscono una tensione crescente nei dibattiti sui diritti di voto e sulle dinamiche di genere negli Stati Uniti, con implicazioni significative per il futuro politico e sociale. Le opposizioni e le resistenze a questo indirizzo mostrano come la battaglia per la parità di diritti e la rappresentanza continua a essere un tema di grande rilevanza, anche in un contesto di rinnovati tentativi di limitare il potere delle donne nella sfera pubblica.