La giuria della Biennale di Venezia si dimette e salta l’inaugurazione del 9 maggio

30.04.2026 19:15
La giuria della Biennale di Venezia si dimette e salta l'inaugurazione del 9 maggio

Dimissioni della Giuria della Biennale di Venezia: annullata la cerimonia di inaugurazione

Roma, 30 aprile 2026 – Un forte terremoto ha colpito la Biennale di Venezia. A seguito di settimane di aspre polemiche riguardanti la decisione del presidente Pietrangelo Buttafuoco di consentire un padiglione russo e la presenza degli artisti israeliani, oggi si è giunti a un epilogo drammatico: la Giuria internazionale si è dimessa in blocco. A pochi giorni dall’inaugurazione della 61esima Esposizione internazionale d’Arte, tutti i membri della Giuria – Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi – hanno lasciato l’incarico, come riportato in una nota ufficiale della Biennale di Venezia.

Con le dimissioni, salta anche la cerimonia di inaugurazione programmata per il 9 maggio. In quella data, la Giuria avrebbe dovuto assegnare i premi Leoni d’oro e d’argento per le migliori partecipazioni e artisti. Come comunicato dalla Fondazione in una nota, “in considerazione delle dimissioni odierne della Giuria Internazionale” e dell’eccezionalità della situazione geopolitica attuale, la cerimonia di premiazione si terrà quindi domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura al pubblico, come già avvenuto in passato per altre situazioni straordinarie (ad esempio, l’edizione 2021 della Mostra Internazionale di Architettura, a causa del Covid).

Un’importante novità è che, a votare i Leoni saranno i visitatori in possesso di biglietto. L’Esposizione Internazionale d’Arte ha deciso di istituire due Leoni dei Visitatori, che saranno votati da coloro che parteciperanno alla mostra. I Leoni saranno attribuiti al miglior partecipante della 61esima Esposizione e alla migliore Partecipazione Nazionale. Quest’ultima, come spiegato nella nota, includerà tutte le Partecipazioni Nazionali presenti, come da lista ufficiale, comprese quelle di Russia e Israele. Questa decisione clamorosa è stata presa in risposta alle polemiche sul padiglione russo e sull’esclusione dai premi di Mosca e Tel Aviv, ma anche in seguito alla netta posizione dell’Unione Europea, che ha minacciato un taglio dei fondi e appoggiato la linea dura del ministro Giuli.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere