Ordine di arresto per Evo Morales: accuse di terrorismo e insurrezione armata
La procura generale boliviana ha emesso un ordine di arresto per l’ex presidente Evo Morales, accusandolo di terrorismo, insurrezione armata e altri reati legati al suo presunto ruolo nelle proteste e nei blocchi stradali che hanno coinvolto il paese tra maggio e giugno. I manifestanti hanno denunciato la grave crisi economica e hanno chiesto le dimissioni del presidente Rodrigo Paz, il primo di centrodestra da vent’anni, in carica da novembre, accusato di aver aggravato la situazione con le sue politiche, riporta Attuale.
Morales, 66 anni, ha governato con il partito di sinistra Movimento al Socialismo (Mas) dal 2006 al 2019, quando è stato costretto a fuggire dal paese a causa di accuse di interferenza nelle elezioni presidenziali, in cui si era candidato per un quarto mandato. Ritornato nel 2020, Morales mantiene una forte popolarità in Bolivia. Inoltre, pesa su di lui un altro mandato di arresto emesso nel 2024 per aver avuto rapporti sessuali con una ragazza minorenne tra il 2016 e il 2019, durante il suo mandato.
Le accuse sostengono che Morales avesse ottenuto il consenso dei genitori della ragazza, i quali avrebbero cercato di ottenere favori politici in cambio. Il processo, sospeso a maggio a causa dell’assenza di Morales in tribunale, non ha annullato il mandato di arresto. La cattura dell’ex presidente si presenta complessa, poiché Morales si trova in una sorta di bunker nella provincia di Chapare, circondato da mura e protetto da migliaia di volontari, principalmente contadini della zona, che hanno formato ronde e checkpoint per impedire l’accesso alla polizia.