Scelta dell’Inau per Minetti: accettata l’adozione malgrado accuse di abusi non denunciate

01.05.2026 21:35
Scelta dell'Inau per Minetti: accettata l'adozione malgrado accuse di abusi non denunciate

Controversie nell’adozione di Nicole Minetti: nuovi sviluppi sulla grazia e sulle procedure in Uruguay

Roma, 1 maggio 2026 – Nuovo capitolo nel caso della grazia concessa a Nicole Minetti per poter stare vicina al figlio adottivo malato, e che adesso, anche alla luce di un quadro differente rispetto a quello prospettato al Quirinale, potrebbe saltare. Secondo quanto emerge da media uruguayani, gli operatori dell’Inau, l’ente delle adozioni dell’Uruguay, decisero di far adottare il bimbo alla coppia Minetti-Cipriani, e non alla seconda coppia, uruguaiana, convinta di fare il bene del minore. È quanto emerge dalla stampa locale, secondo un’ultima ricostruzione che tuttavia non chiarisce definitivamente alcuni punti sulla effettiva regolarità dell’intero processo. Secondo l’Observador, questa seconda famiglia figurava nei fascicoli dell’Inau e aveva ottenuto una valutazione tecnica positiva. Nulla impediva, fino a quel momento, che la famiglia potesse quindi procedere con l’iter di adozione, riporta Attuale.

Inoltre, nei confronti della coppia Minetti-Cipriani erano state emesse delle notifiche contrarie al proseguimento dell’adozione, vista la nota condanna in Italia dell’ex consigliera lombarda per istigazione alla prostituzione. L’allora direttore della divisione Adozioni, Darío Moreira – recentemente trasferito in un’altra area dell’Inau – aveva infatti ritenuto che non si dovesse proseguire con la valutazione della famiglia italiana, dati i suoi precedenti penali in Italia.

Un nuovo dettaglio avanza ulteriormente la complessità del caso: si parla infatti di una presunta denuncia per violenza domestica presentata da una ex a carico dell’uomo della coppia concorrente, che non sarebbe allegata al fascicolo e non ci sono nemmeno atti successivi registrati presso il Ministero dell’Interno al riguardo. In particolare, gli avvocati Santiago Martínez e Lucía Lorente presentarono un ricorso in cui giustificavano che il reato contestato in Italia a Minetti non dovesse essere preso in considerazione in Uruguay, dato che in questo paese la prostituzione era un’attività autorizzata.

Le considerazioni giuridiche formulate riguardo all’altra famiglia interessata all’adozione, di fatto, spingevano all’idea che la famiglia italiana fosse l’opzione migliore per il bambino. Tuttavia, il quadro di riferimento si complica ancora di più con un nuovo dettaglio ancora non chiaro: la direttrice del dipartimento, Valeria Caraballo, ha comunicato che l’uomo della coppia concorrente, originario di Maldonado, aveva anch’egli una denuncia per violenza domestica appunto riferita da un’ex compagna, ma tale denuncia, però, non è allegata al fascicolo e non vi sono nemmeno atti successivi registrati presso il Ministero dell’Interno.

Questo uomo aveva presentato il proprio certificato di buona condotta per poter procedere con l’adozione. Ma, all’improvviso, come è noto, la procedura di adozione di questa seconda famiglia si è arenata e, poco dopo, l’Inau ha informato loro, per telefono, che il bambino era stato adottato da una famiglia straniera. Gli sviluppi della situazione sollevano interrogativi sulla trasparenza delle procedure adottive e sulle dinamiche legate alla concessione della grazia a Minetti.

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