Investigazione sulla profanazione della tomba di Pamela Genini
Francesco Dolci, l’ultima persona a parlare con Pamela Genini prima che fosse uccisa a Milano il 14 ottobre 2025 dal suo ex fidanzato, è ora indagato per la profanazione della tomba della donna e per vilipendio di cadavere, riporta Attuale. Ieri, Dolci è stato interrogato nella sede provinciale dei carabinieri di Bergamo, dove ha assistito il suo legale. In seguito, i carabinieri hanno perquisito l’abitazione di Dolci a Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo. L’indagine è stata avviata a seguito delle testimonianze di alcuni individui e dell’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza del cimitero, comprese quelle dei giorni precedenti al 23 marzo, giorno in cui è stata scoperta la profanazione della tomba di Genini.
Genini, 29 anni, viveva a Milano ed era una modella e imprenditrice. La sera del 14 ottobre, è stata uccisa nel suo appartamento dall’ex fidanzato Gianluca Soncin, 52 anni, attualmente detenuto con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, crudeltà, atti persecutori e premeditazione. Durante l’atto omicida, Genini era al telefono con Dolci, il quale ha poi contattato la polizia. All’arrivo degli agenti, che hanno sfondato la porta, hanno trovato il corpo di Genini e Soncin coperto di sangue.
Il 23 marzo, degli operai del cimitero di Strozza, nei pressi di Bergamo, hanno notato delle anomalie mentre si preparavano a trasferire il feretro di Genini dal loculo alla cappella di famiglia. Hanno infatti osservato che alcune viti erano saltate e del silicone era presente sui bordi della bara, rivelando che la tomba era stata aperta e il corpo di Genini decapitato. Secondo le analisi, la profanazione sarebbe avvenuta poco dopo il funerale, il 24 ottobre.