Tracciamento dell’hantavirus: attivato controllo su passeggeri della nave Hondius dopo infezioni

08.05.2026 09:25
Tracciamento dell’hantavirus: attivato controllo su passeggeri della nave Hondius dopo infezioni

Focolaio da Hantavirus a Bordo della Nave Hondius: Aggiornamenti e Misure di Prevenzione

Giovedì, la compagnia nederlandese proprietaria della Hondius ha comunicato che alcuni passeggeri avevano lasciato la crociera durante uno scalo all’isola di Sant’Elena il 24 aprile, otto giorni prima dell’accertamento del primo caso a bordo. In totale, si tratta di 29 persone provenienti da 12 nazionalità diverse. Le autorità sanitarie dei rispettivi paesi di origine stanno contattando i viaggiatori per completare il tracciamento dei contagi. Tra loro si registra un caso positivo al virus, attualmente ricoverato in un ospedale a Zurigo, in Svizzera, riporta Attuale.

Altri due passeggeri che sono rientrati a Singapore sono stati posti in quarantena e saranno sottoposti a test per verificare la possibile presenza del virus. Inoltre, nel Regno Unito, due partecipanti alla crociera, che viaggiavano solo per alcune tappe, hanno dichiarato di essersi messi in autoisolamento. Un’analoga misura è stata adottata anche da un passeggero danese, asintomatico. Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie hanno confermato di avere sotto osservazione alcune persone che avevano partecipato alla crociera.

Oltre al tracciamento dei passeggeri che hanno abbandonato la nave, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta cercando di identificare le persone che potrebbero aver avuto contatti con loro, un’operazione complessa.

La Hondius era partita il primo aprile da Ushuaia, in Argentina, con circa 150 persone a bordo. Dieci giorni dopo, un passeggero dei Paesi Bassi è deceduto a causa di problemi respiratori e il 24 aprile, il suo corpo è stato trasportato a Johannesburg, scortato dalla moglie, che è morta due giorni dopo in ospedale.

Il 7 maggio, un’assistente di volo della compagnia aerea KLM è stata ricoverata ad Amsterdam per una sospetta infezione da hantavirus. Era entrata in contatto con la donna deceduta a Johannesburg il 25 aprile, prima di essere fatta scendere dall’aereo in partenza per i Paesi Bassi. Questa donna presentava evidenti problemi respiratori, che avevano portato a negarle di continuare il viaggio.

Il ministero della Salute francese ha comunicato che un cittadino, imbarcatosi su un volo per Johannesburg, si è messo in autoisolamento con sintomi lievi. Le autorità di Sant’Elena hanno identificato alcuni residenti che potrebbero aver incontrato i passeggeri sbarcati il 24 aprile; questi saranno sottoposti a test e rimarranno in isolamento per 45 giorni.

Il 10 maggio, la Hondius dovrebbe arrivare alle Isole Canarie, dove sarà fornita assistenza sanitaria ai passeggeri ancora a bordo. Le testimonianze raccolte finora suggeriscono che la situazione a bordo è relativamente tranquilla, poiché i passeggeri sono per lo più abituati a gestire Situazioni difficili. Le navi come la Hondius sono comunemente impiegate per crociere di esplorazione che si dirigono verso aree remote con condizioni climatiche spesso instabili. Durante i percorsi di questo tipo, i passeggeri sono abituati a fronteggiare condizioni di navigazione complicate, restando per lo più nelle proprie cabine e indossando mascherine quando devono uscire o condividere spazi comuni.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivelato che i due passeggeri olandesi avevano intrapreso un lungo viaggio tra Uruguay, Cile e Argentina prima dell’imbarco a Ushuaia. Avevano partecipato a escursioni di birdwatching in aree abitate da roditori noti per essere riserva naturale del virus Andes, responsabile dell’attuale focolaio. Attualmente, i casi segnalati sono otto, cinque dei quali confermati come infezione da virus Andes e tre sospetti. L’OMS ha valutato i rischi associati alla diffusione del virus come bassi, affermando che non ci sono elementi per parlare di una nuova pandemia.

Il virus Andes è comune in Sudamerica, con un elevato tasso di trasmissione tra roditori e persone, in particolare in Argentina. Il periodo di incubazione va da una a otto settimane, complicando la diagnosi iniziale, poiché i sintomi iniziali, come febbre e stanchezza, possono essere confusi con quelli di un comune raffreddore. Con l’approfondirsi dei sintomi, può manifestarsi insufficienza respiratoria, spesso letale nei casi più gravi. Il virus Andes ha un alto tasso di mortalità, con circa il 40% dei malati che non sopravvivono. Non esistono vaccini o cure specifiche, e le terapie somministrate servono prevalentemente a ridurre i sintomi e a supportare la respirazione e l’immunità dell’organismo nel combattere l’infezione virale.

0 Comments

  1. Ma che situazione assurda! Questa cosa dell’hantavirus sulla nave è davvero inquietante. Ma come si fa a viaggiare in questo modo? E pensare che c’è chi crede che le crociere siano sempre divertenti e sicure!!! Follia totale… spero che tutti stiano bene alla fine.

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