Ursula von der Leyen lancia un attacco ai giganti tecnologici per proteggere i minori
“Siamo noi a decidere le nostre regole, non le grandi aziende tecnologiche”. Ursula von der Leyen ha presentato al Summit Europeo sull’Intelligenza Artificiale e i Bambini la posizione più dura mai assunta dall’Unione Europea nei confronti delle aziende della Silicon Valley. In un discorso fondamentale, la presidente della Commissione ha ribadito l’importanza della protezione dell’infanzia contro un’industria digitale accusata di sfruttare i più vulnerabili. “Sono consapevole che molti percepiscono il potere delle grandi aziende tecnologiche come schiacciante e impossibile da arginare, ma io non sono d’accordo”, ha affermato, segnando un cambio di paradigma e sostenendo che la sovranità democratica nell’Unione è superiore agli interessi di mercato, riporta Attuale.
Il nucleo del suo intervento ha affrontato il modello di business dei social media, affermando: “La questione non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai giovani”. Questa inversione di prospettiva implica che i minori non debbano più essere visti come merce da profilare, ma come soggetti da tutelare. Von der Leyen ha denunciato la mercificazione dell’infanzia e i pericoli legati ai contenuti generati dall’intelligenza artificiale, sostenendo: “I bambini non sono merce e a nessuna azienda tecnologica dovrebbe essere permesso di trattarli come tali”.
La presidente ha evidenziato fenomeni allarmanti derivanti dall’uso distorto dell’AI, affermando: “Non dobbiamo accettare che i bambini siano attratti verso contenuti sempre più estremi o che foto di ragazze e donne vengano utilizzate per immagini sessualizzate generate dall’intelligenza artificiale”. Ha fatto riferimento ai rischi dei deepfake e dei feed algoritmici che, per massimizzare il tempo di permanenza, conducono i minori verso “tane del coniglio” di violenza e disordini alimentari. Von der Leyen ha confermato che l’Europa utilizzerà tutte le misure del Digital Services Act per affrontare l’”addictive design” e ha avvertito: “Abbiamo stabilito delle regole, questa è la legge e chi le infrange ne risponderà”.
Il messaggio lanciato oggi da Copenaghen costituisce un ultimatum chiaro: l’Europa non intende retrocedere. “Decidiamo noi le regole”, ha concluso la von der Leyen, sottolineando che il futuro delle nuove generazioni non può rimanere in balia di un algoritmo. Da oggi, la salute mentale dei bambini europei rappresenta una priorità di Stato.