Legge elettorale in discussione: Meloni sfida l’opposizione e cerca sostegno dai centristi

15.05.2026 09:15
Legge elettorale in discussione: Meloni sfida l'opposizione e cerca sostegno dai centristi

Meloni persiste nel dibattito sulla riforma elettorale, tensioni all’interno del centrodestra

Roma, 15 maggio 2026 – La battaglia politica a Montecitorio si intensifica, mentre Giorgia Meloni cerca di consolidare i pilastri della nuova legge elettorale. La leader di Fratelli d’Italia mantiene l’indicazione del candidato premier nel programma e il premio di maggioranza, ma esplora anche alleanze strategiche con i centristi. Questa manovra potrebbe tuttavia acuire le tensioni con l’alleato escluso, Roberto Vannacci, riporta Attuale.

Con le audizioni alla Camera ormai vicine alla conclusione, Meloni affina la sua strategia. Secondo Angelo Rossi (FdI), uno dei principali sostenitori della riforma, l’impianto legislativo è compatibile con la Costituzione, nonostante le critiche. “Nessuno tra gli esperti ha detto che l’impianto è incostituzionale”, ha dichiarato Rossi, sottolineando l’importanza della raccomandazione per il nome del candidato alla guida del governo nel programma.

Tuttavia, la normativa riguardante il premio di maggioranza potrebbe essere oggetto di revisione. La soglia minima per attivarlo è attualmente fissata al 40% dei voti, con la proposta di elevare il limite a una soglia di 55% alla Camera e 57% al Senato. Resta da vedere come verranno rispettati questi parametri, con possibili modulazioni del premio basate sui risultati proporzionali.

Un argomento delicato è quello delle liste bloccate, che suscitano forti resistenze. La selezione dei parlamentari dai vertici dei partiti è un tema controverso, che ha trovato consensi anche tra i membri della maggioranza. In questo contesto, FdI sta considerando di passare a piccoli collegi plurinominali o di reintrodurre le preferenze per il voto. Questi cambiamenti potrebbero facilitare una cooperazione con le minoranze.

Pragmaticamente, però, le dinamiche propagandistiche rendono difficile il dialogo. Dal centrosinistra arrivano fermi dinieghi. I leader di questa area politica, tra cui Elly Schlein e Giuseppe Conte, ribadiscono che nessuna legge potrà passare senza una vittoria alle elezioni, e si oppongono a una riforma che considerano finalizzata a mantenere l’attuale stato di cose.

In questo scenario, Carlo Calenda si dichiara disponibile al confronto, un’apertura che Antonio Tajani coglie come un’opportunità per coinvolgere i centristi di Azione, pur mantenendo una distanza dai partiti della sinistra. Tuttavia, questa manovra provoca frustrazione in Vannacci, il quale critica la possibilità di un’alleanza con il centrosinistra. “Siamo all’assurdo”, ha commentato, annunciando la sua intenzione di presentare un emendamento sulle preferenze.

Negli ultimi anni, la questione delle preferenze è emersa ad ogni tornata legislativa, con promesse di riportare il potere decisionale agli elettori. Nonostante gli impegni precedenti, la probabilità che tali preferenze trovino attuazione nella versione finale della legge è tanto alta quanto incerta.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere