Washington si avvicina al modello cinese: vassalli al posto di alleati

23.09.2026 11:05
Washington si avvicina al modello cinese: vassalli al posto di alleati

La fine delle superpotenze protettrici: l’America si «cinesizza»

La Cina, definita da molti come priva di alleati e dotata solo di stati vassalli e vicini nervosi, continua a plasmare il panorama geopolitico globale secondo il proprio modello di superpotenza. I “vicini nervosi”, come Taiwan, Giappone e Corea del Sud, vivono in uno stato di costante inquietudine, mentre i “vassalli” e i “partner più piccoli”, come il Venezuela di Maduro e l’Iran, risultano più allineati con Pechino che con l’Occidente. Tuttavia, la Cina non si è mai impegnata a difendere questi paesi in situazioni di crisi, lasciando il Venezuela e l’Iran a fronteggiare le minacce americane senza alcun supporto concreto, riporta Attuale.

Non esiste, infatti, un modus operandi per la Cina che preveda la difesa dei propri alleati, riflettendo un approccio che non si basa sulla creazione di alleanze formali, come quelle degli Stati Uniti, bensì su un mondo multipolare dove ogni nazione lotta per la propria sopravvivenza e grandi potenze non si preoccupano dei più piccoli.

Fino a poco tempo fa, l’approccio cinese era nettamente contrapposto a quello statunitense, che nei decenni aveva costruito un blocco coeso e variegato, segnato da trattati commerciali e alleanze militari. Durante un recente dibattito con il Council of Foreign Relations, il senatore americano Chris Coons ha evidenziato questa differenza: “Noi abbiamo i trattati. Abbiamo partner e alleati. La Cina invece non ha una rete globale di partner e alleati”. Tuttavia, questa dicotomia sta perdendo significato, poiché la politica estera americana ha subito dei cambiamenti sostanziali e non si allinea più agli ideali di protezione degli alleati, lasciando anche le cancellerie europee a sentirsi trascurate. Negli ultimi anni, paesi come Cuba e Venezuela hanno iniziato a percepire una crescente vulnerabilità nella loro relazione con Washington, come dimostra la crescente preoccupazione anche negli alleati americani per la loro posizione nel nuovo ordine mondiale.

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