Crosetto sollecita Giorgetti sui fondi Ue per la difesa, mentre il governo affronta la crisi energetica

15.05.2026 10:55
Crosetto sollecita Giorgetti sui fondi Ue per la difesa, mentre il governo affronta la crisi energetica

Italia: tensioni politiche sul fondo Safe e spese per la difesa

Roma, 15 maggio 2026 – Le discussioni attorno al fondo Safe (Security action for Europe) evidenziano tensioni interne al governo italiano. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso preoccupazione riguardo all’urgenza di decidere sull’accesso al fondo entro la fine di maggio, sottolineando la necessità di firmare i contratti, riporta Attuale.

Tuttavia, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non sembrano voler affrettare la decisione. Entrambi i politici si sono impegnati a rispettare gli obblighi internazionali, inclusa la promessa di aumentare le spese per la difesa al 5% del Pil entro il 2035. Tuttavia, il cambiamento del contesto internazionale, segnato da guerre nei dintorni, impone un’attenzione prioritaria a misure per affrontare l’aumento dei costi energetici.

La cautela riguardo al fondo Safe, che prevede prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare investimenti nella difesa, è diventata un freno significativo. Decidere sull’accesso al fondo spetta non al Ministero della Difesa, ma al Ministero dell’Economia guidato da Giorgetti, creando una frattura tra le due parti del governo. Nonostante ciò, fonti vicine all’esecutivo segnalano un clima di dialogo piuttosto che di scontro.

La tensione era palpabile già dalla mattina, come dimostra il tentativo di Crosetto di ottenere chiarimenti tramite lettere inviate a Giorgetti. In questo contesto di incertezza, l’opposizione ha criticato l’operato del governo, affermando che “stiamo parlando complessivamente di oltre 14 miliardi di spesa”, un dato che lascia interrogativi anche per il ministro Crosetto.

Il tema del fondo Safe è stato uno dei punti discussi durante un incontro informale del Consiglio dei ministri, che ha ritardato l’inizio di oltre un’ora. Oltre a Meloni e ai due vice premier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, sono stati presenti anche Crosetto, Giorgetti e il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti. Meloni ha ribadito l’importanza di prioritizzare l’intervento contro il caro energia per combattere l’aumento dei prezzi causato dal conflitto in Iran, supportata da Giorgetti, il quale ha anche evidenziato che il governo sta cercando maggiore flessibilità di bilancio dalla Commissione europea.

In aggiunta, durante il consiglio di ieri, è stata approvata la missione di rinnovo delle operazioni internazionali. Tuttavia, i dettagli su quali missioni verranno attivate saranno chiariti in una relazione al Parlamento, con l’accenno che non ci saranno operazioni nello Stretto di Hormuz senza un cessate il fuoco, con Crosetto che aggiunge che sarà necessaria un’autorizzazione specifica del Parlamento per attività particolari.

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