Nuove indagini sul duplice omicidio di Pietracatella: ricercata una connessione con la ricina
Nel contesto dell’indagine sul duplice omicidio di Natale a Pietracatella, gli inquirenti stanno esaminando se le vittime, Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, abbiano cercato informazioni sulla ricina online. Questa nuova linea di indagine emerge dall’annuncio della convocazione delle parti offese e degli indagati per venerdì mattina presso la questura di Campobasso. L’operazione, affidata agli esperti informatici dello Sco, prevede l’analisi dettagliata di smartphone, modem, computer e tablet sequestrati nella residenza delle vittime. I dati dovranno essere estratti entro 60 giorni e il periodo di ricerca indicato è ampio, estendendosi dalla prima accensione dei dispositivi fino all’ultimo giorno di utilizzo, riporta Attuale.
Gli investigatori stanno cercando informazioni che possano rivelare “rapporti, relazioni e legami” correlabili alla navigazione web di Sara e Antonella, nel tentativo di scoprire se abbiano cercato sostanze tossiche. È previsto anche il recupero di chat su WhatsApp e altre piattaforme social relative a discussioni sulla patologia da ricina, avvenute fra il 25 e il 28 dicembre. Ulteriori dati pertinenti includeranno le abitudini di vita delle due vittime, i loro rapporti interpersonali e qualsiasi annotazione riguardante alimenti consumati prima del possibile avvelenamento.
Per fare chiarezza sull’indagine, la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha rilasciato dichiarazioni. “Io sono una donna estremamente cauta”, ha commentato, evidenziando che non si possono trarre conclusioni senza prove concrete. “Finché non ho la certezza e non vedo con i miei occhi, non crederò. Ci vorranno giorni e mesi, dato che al momento non ci sono sospettati né elementi concreti. Abbiamo bisogno di certezza, e attualmente non ne abbiamo”, ha aggiunto.
La procuratrice ha anche risposto riguardo al riferimento alle “circostanze aggravanti” nel fascicolo dell’inchiesta, chiarendo che queste si riferiscono alla premeditazione e all’uso di un mezzo tossico. Gli interrogatori continuano, con familiari e amici delle vittime ancora chiamati a fornire informazioni. Negli scorsi giorni, la polizia ha effettuato un nuovo sopralluogo presso la casa di riposo di Pietracatella, dove risiede la madre di Gianni Di Vita, un altro legame delle vittime che potrebbe fornire nuovi spunti all’indagine.