Incidenti diplomatici tra UE e Stati Uniti su minacce russe a Kiev
Un piccolo incidente diplomatico ha contrassegnato i rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea in merito alla situazione ucraina. La polemica è stata innescata da una dichiarazione dell’Alta rappresentante della UE per la politica estera, Kaja Kallas, che ha affermato che l’ambasciata americana avrebbe lasciato Kiev a causa delle minacce russe di nuovi attacchi contro la capitale ucraina, riporta Attuale.
Durante una conferenza stampa a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri UE a Cipro, Kallas ha detto: «tutte le ambasciate sono rimaste, tranne una», chiarendo che «gli europei sono rimasti, l’America se n’è andata». Le sue osservazioni erano riferite agli avvertimenti lanciati da Mosca nei giorni precedenti ai diplomatici e ai civili in presenza a Kiev, prima di una nuova escalation delle operazioni di bombardamento.
Le dichiarazioni di Kallas hanno spinto l’ambasciata americana a rispondere rapidamente, specificando «L’ambasciata degli Stati Uniti è aperta. Non ci sono cambiamenti nelle nostre operazioni e le notizie che affermano il contrario sono false», in un messaggio pubblicato su X. Successivamente, un portavoce dell’Alta rappresentante ha sostenuto che c’era stato «un fraintendimento» durante una conversazione con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha.
Aggiungendo confusione alla questione, Dmytro Lytvyn, consigliere per la comunicazione del presidente Volodymyr Zelensky, ha confermato che Kiev aveva ricevuto informazioni secondo cui alcuni diplomatici americani avevano temporaneamente lasciato la città durante gli intensi attacchi russi del fine settimana. Tuttavia, l’ambasciata statunitense non ha ulteriormente commentato questa dichiarazione.
Il caso mette in evidenza il clima di forte tensione che circonda Kiev dopo gli ultimi bombardamenti russi e sottolinea la crescente sensibilità diplomatica riguardo al supporto occidentale all’Ucraina. Negli ultimi giorni, diversi Paesi europei hanno convocato gli ambasciatori russi in risposta alle minacce di Mosca contro le sedi diplomatiche straniere a Kiev.