Gli Stati Uniti pianificano di ridurre l’impegno nella Nato con il ritiro di jet e forze aeree

12.06.2026 21:05
Gli Stati Uniti pianificano di ridurre l'impegno nella Nato con il ritiro di jet e forze aeree

Il Potenziale Ridimensionamento della Forza Militare Usa in Europa

I segnali provenienti da Washington indicano un imminente alleggerimento dell’impegno militare degli Stati Uniti nella NATO. Secondo quanto riportato da Attuale, l’Amministrazione di Donald Trump sta preparando un piano di riduzione significativo delle forze aeree e navali in Europa.

Il piano, anticipato dal quotidiano tedesco «Die Welt» e ampliato dal «New York Times», prevede tagli su due fronti. Il primo riguarda il ritiro di un terzo dei jet da combattimento F-16 ed F-35, riducendo la flotta attuale di circa 150 a un centinaio di velivoli. Altre misure includono la diminuzione dei velivoli per la ricognizione in mare da 25 a 15 e il rientro di tutti gli otto aerei cisterna per il rifornimento in volo. Inoltre, è pianificata la ricollocazione di un sottomarino lancia missili e una flotta comprendente una portaerei e altre navi da guerra, insieme allo stop all’invio di due gruppi di bombardieri già assegnati all’Europa.

Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali riguardo a questi dettagli, ma il «New York Times» riporta che il piano è contenuto in un documento inviato ai vertici NATO. Alexus Grynkewich, Comandante supremo delle forze armate alleate in Europa, ha dichiarato a giugno: «Nella NATO, c’è stata un’insana dipendenza dal modello delle forze armate americane. Il presidente Trump, il Segretario alla Difesa Hegseth e altri hanno chiarito che ciò deve cambiare. E cambierà».

Secondo le fonti della NATO citate dall’agenzia Ansa, la situazione non è affatto definita; un eventuale taglio dei jet Usa non sarebbe una crisi insormontabile, in quanto l’Alleanza sta lavorando per compensare le riduzioni americane. Gli esperti, tuttavia, esprimono cautela riguardo a questa prospettiva.

L’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, ex vice segretario generale della NATO, ha sottolineato l’importanza di interpretare queste informazioni con prudenza, poiché i documenti di lavoro comportano scenari e non piani operativi definitivi e subito eseguibili. Secondo Rizzo, molto dipenderà dai tempi di attuazione di queste decisioni, con la riduzione delle forze aeree che potrebbe essere gestita nell’arco di uno o due anni.

Il fattore tempo potrebbe rivelarsi cruciale. Attualmente, non è chiaro quando i principali paesi europei saranno in grado di colmare il vuoto, specialmente per quanto riguarda gli F-35 ed F-16. La Lockheed Martin, costruttore di questi velivoli, è afflitta da ordini e non può garantire consegne rapide. La mancanza degli otto aerei cisterna è un’altra preoccupazione, poiché le forze europee non dispongono praticamente di capacità equivalenti.

Inoltre, la questione delle truppe di terra è diventata centrale. In un primo momento, Trump aveva ordinato il ritiro di circa 5000 soldati dalla Germania. Tuttavia, dopo l’annullamento della partenza di una brigata corazzata, il 22 maggio Trump aveva promesso di inviare 5.000 militari in Polonia. Oggi, sei mesi dopo, non c’è traccia di questo impegno, e i soldati della brigata «Black Jack» rimangono bloccati a Fort Hood, in Texas.

Il ministro della Difesa polacco, Władysław Kosiniak-Kamysz, mantiene una visione ottimistica, sostenendo che stanno facendo il possibile per aumentare la presenza di truppe americane. Attualmente, circa 10.000 soldati americani sono schierati in Polonia, con il governo polacco che spende 150 milioni di dollari all’anno per sostenere queste forze, considerandole un investimento piuttosto che un costo. Il tema sarà al centro delle discussioni nel summit NATO, previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio.

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