L’Armenia accelera il distacco da Mosca nel settore della difesa. Una delegazione militare di alto livello guidata dal vicecapo di stato maggiore generale, Arthur Yeroyan, ha partecipato il 10 e 11 giugno a Bruxelles alla riunione del Consiglio accademico esecutivo del Collegio europeo per la sicurezza e la difesa, presentando le riforme in corso nei programmi di formazione delle forze armate. Il passo segna l’allineamento di Erevan agli standard occidentali, in un momento di crescente sfiducia verso la Russia e di profonda trasformazione degli equilibri nel Caucaso.
Riforme presentate a Bruxelles
Nel corso dell’incontro, svoltosi nella sede della Commissione europea, la delegazione armena ha illustrato i cambiamenti introdotti nel sistema di istruzione militare, nell’ambito di una più ampia trasformazione dell’esercito. I rappresentanti del Consiglio accademico esecutivo hanno espresso un giudizio positivo sulle riforme attuate negli istituti di formazione della Repubblica d’Armenia e hanno sottolineato l’importanza di ampliare la cooperazione, in particolare attraverso il programma europeo di scambio militare “Erasmus” (EMILYO).
È stata inoltre approvata la proposta di ammissione dell’Università nazionale della ricerca per la difesa del ministero della Difesa e dell’Accademia militare Vazgen Sargsyan come partner associati del Collegio europeo per la sicurezza e la difesa. Il riconoscimento consente agli ufficiali armeni di accedere a programmi di formazione avanzati secondo gli standard occidentali.
Incontro con la Nato
Durante la visita a Bruxelles, la delegazione ha incontrato nella sede della Nato il direttore dell’Ufficio per la cooperazione in materia di difesa e sicurezza, Piers Cazalet. I colloqui hanno riguardato i programmi in corso e le prospettive di interazione nel settore della difesa. L’incontro conferma la volontà di Erevan di diversificare le proprie alleanze strategiche, dopo che il precedente sistema di sicurezza basato sul sostegno russo non ha funzionato nei momenti più critici per il Paese.
Il contesto politico
L’avvicinamento dell’Armenia alle strutture europee nella sicurezza e nella difesa avviene sullo sfondo di trasformazioni significative nel Caucaso, con una riduzione dell’influenza russa e una crescente sfiducia nei confronti di Mosca da parte di Erevan. Il governo del primo ministro Nikol Pashinyan ha ricevuto un forte mandato per proseguire la strada delle riforme: il partito “Contratto civile” ha vinto le elezioni parlamentari del 7 giugno, confermando la scelta degli elettori a favore di un allontanamento dalle vecchie alleanze con la Russia e di un avvicinamento all’Europa.
Per approfondire: ArmInfo | Fonte Telegram
L’Armenia cessa così di essere un attore dipendente nel gioco di influenza del Cremlino nel Caucaso e inizia a determinare autonomamente il proprio futuro, intrecciando un dialogo diretto con Unione europea e Nato.