Iran proclama vittoria sul protocollo con gli Usa, ma i falchi protestano contro i negoziatori

15.06.2026 17:55
Iran proclama vittoria sul protocollo con gli Usa, ma i falchi protestano contro i negoziatori

Accordo tra Stati Uniti e Iran sotto tensione: la firma e le reazioni in Iran

La situazione si è intensificata dopo che la televisione di Stato iraniana ha annunciato che l’Iran avrebbe risposto a Netanyahu con missili su Tel Aviv. Tuttavia, poco prima di un eventuale attacco, la Casa Bianca è riuscita a bloccare l’azione militare. Questo sviluppo è avvenuto mentre le aspettative crescevano per un memorandum d’intesa, il cui arrivo era previsto in serata, riporta Attuale.

Una fonte molto vicina alle trattative ha dichiarato: «La Repubblica islamica non firma nel giorno in cui Israele torna a bombardare il Libano. Che senso avrebbe? Magari firmiamo domani». Le differenze di fuso orario hanno infatti giocato un ruolo cruciale; alla fine, dopo la mezzanotte iraniana, l’accordo è stato firmato. La televisione di Stato ha confermato: «Li abbiamo costretti ad accettare». L’accordo arriva in un momento critico, «il giorno dopo i bombardamenti su Beirut».

Donald Trump sperava di vedere il proprio nome sotto quel documento proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Un funzionario ha commentato: «Senza i raid sul Libano magari ci saremmo arrivati anche prima». A Teheran, la narrazione ufficiale è chiara: entrambi, Washington e la Repubblica islamica, desiderano la pace. Tuttavia, i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo, con il premier israeliano che continua a mantenere alto il livello di tensione nella regione.

Subito dopo la firma, la retorica della vittoria si è diffusa rapidamente. «Il nemico, che ha attaccato per perseguire i suoi scopi malvagi, ha visto tutti i suoi obiettivi vanificati e l’Iran ha conseguito grandi vittorie», ha affermato Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano. L’agenzia Fars ha riportato che l’Iran aveva inizialmente annullato i negoziati dopo l’attacco a Beirut e si era preparato a un raid contro il regime sionista, ma grazie a concessioni dell’ultimo minuto da parte di Trump — incluso il mantenimento dell’integrità territoriale del Libano e il ritiro delle forze israeliane dal confine — l’Iran ha deciso di rinunciare all’attacco.

Nel frattempo, sui social media, alcuni utenti esprimono il proprio compiacimento, condividendo post in cui Trump richiama all’ordine Netanyahu e ridendo delle affermazioni colorite fatte dal presidente americano in merito al suo alleato. Nel contesto complesso delle negoziazioni, i diplomatici iraniani, tra cui Mohammad Ghalibaf, Abbas Araghchi e Masoud Pezeshkian, hanno affrontato molte difficoltà, cercando di concludere la prima fase dell’accordo nonostante i missili israeliani e la pressione da parte dei falchi interni, che hanno tentato di far deragliare il processo di negoziazione. Recentemente, i gruppi più estremisti in Iran hanno protestato pubblicamente, invocando l’esecuzione di Araghchi, accusato di debolezza, con slogan come «Morte ad Araghchi» risuonati nelle piazze.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile! Sembra che ogni giorno ci siano novità e colpi di scena… Netanyahu che bombarda Beirut e poi l’Iran che minaccia reazioni. Non so, ma trasmette un senso di instabilità che mi preoccupa. Un accordo firmato tra minacce è davvero un modo per cercare la pace? Boh… Forse è solo una questione di tempo prima che tutto salti di nuovo in aria.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere