Raid a Hormuz: gli Stati Uniti rispondono all’attacco drone
Una nuova escalation di tensioni nello Stretto di Hormuz ha avuto luogo dopo l’attacco con un drone giovedì alla portacontainer singaporiana «Ever Lovely». In risposta, gli Stati Uniti hanno condotto un raid aereo nella regione di Bandar Sirik, distruggendo obiettivi iraniani, tra cui radar e depositi di missili e droni, riporta Attuale.
Il conflitto ha avuto un impatto significativo sulle operazioni marittime nella regione: il piano di evacuazione del Golfo, gestito dall’IMO, è stato sospeso, anche se i transiti nel Golfo sono continuati, superando le trenta unità attraverso il percorso meridionale omanita. La portacontainer ha subito danni al ponte di comando, ma fortunatamente non si sono registrati feriti o danni ambientali. Questo incidente ha messo in luce le vulnerabilità esistenti nel Golfo, nonostante la nave non fosse parte del convoglio protetto dall’IMO.
La tensione tra Usa e Iran continua
Donald Trump ha ulteriormente inasprito la situazione affermando, tramite il suo social media Truth, che l’Iran ha lanciato quattro droni contro le navi nello Stretto, di cui tre sarebbero stati abbattuti, in violazione del cessate il fuoco. Pur non confermando l’accaduto, le autorità iraniane hanno avvertito che il passaggio delle navi al di fuori dei percorsi stabiliti non sarà garantito, ponendo la responsabilità sugli armatori e i comandanti.
Il viceministro degli Esteri iraniano ha espresso che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto non è garantito se non si rispettano le indicazioni iraniane. Le recenti statistiche indicano un significativo calo dei transiti, con il numero di navi in movimento assai inferiore rispetto al periodo pre-conflitto, evidenziando la fragilità della situazione operativa attuale.
Un passaggio complicato
Le attuali rotte di transito nel Golfo sono complicate dalle recenti tensioni. La rotta centrale è minata e chiusa, mentre la rotta nord, controllata dall’Iran, è stata sanzionata dagli Stati Uniti. Al contrario, la rotta meridionale, considerata sicura, è gestita dagli Usa, dove è avvenuto l’attacco alla «Ever Lovely». L’ambiguità regna sovrana nella regione, con il sistema di transito descritto come una «biforcazione» imposta dal conflitto in corso.
Qualcuno ha ironicamente definito la situazione nello Stretto di Hormuz come lo «Stretto di Schrödinger», suggerendo che la sicurezza delle rotte non può essere determinata fino a quando non ci sarà un’apertura decisiva nella situazione attuale.