Mosca prepara il terreno per una mobilitazione di lungo periodo. Il governo russo ha deciso di più che raddoppiare le ore di addestramento militare nelle scuole secondarie e di intensificare la pressione sugli studenti universitari affinché si arruolino nell’esercito. Le misure, annunciate dal ministro dell’Istruzione Serghei Kravtsov, configurano una militarizzazione senza precedenti del sistema educativo, finalizzata a creare un enorme serbatoio di potenziali soldati per futuri conflitti contro l’Occidente.
Dal 1° settembre 2027, il corso obbligatorio «Fondamenti di sicurezza nazionale e difesa» per gli studenti dalla sesta all’undicesima classe dedicherà il 50% del suo monte ore alla formazione militare di base, contro il 20% attuale. L’intero corso ha una durata di 34 ore annue; almeno 17 saranno destinate a esercitazioni pratiche, lezioni sui droni, primo soccorso, uso delle armi e gestione delle granate. L’insegnamento richiama la vecchia «preparazione militare di base» sovietica, un tempo materia obbligatoria per gli ultimi anni delle superiori, come riportato dai media internazionali.
Pressione sulle università
Parallelamente, il Cremlino ha ordinato ai rettori degli atenei di convincere almeno il 2% degli studenti a firmare un contratto con il ministero della Difesa, abbandonando gli studi. Secondo i media, l’operazione coinvolge tutti gli istituti di istruzione superiore, da San Pietroburgo fino alla Siberia. Se l’obiettivo venisse raggiunto, l’esercito potrebbe acquisire 44.000 nuovi militari. Se la stessa direttiva venisse estesa agli istituti tecnici superiori, il numero salirebbe a 76.000. La misura rivela le crescenti difficoltà della Russia nel rimpinguare i ranghi per sostenere la guerra in Ucraina.
Un progetto di lungo termine
L’aumento dell’addestramento militare nelle scuole e la campagna di reclutamento negli atenei si inseriscono in un disegno più ampio di militarizzazione della società russa. L’economia è già orientata verso la produzione bellica, e la retorica ufficiale presenta il conflitto con l’Ucraina come una guerra esistenziale contro l’Occidente. Con queste riforme, Mosca cerca di assicurarsi un flusso costante di giovani già formati all’uso delle armi e pronti a essere mobilitati per futuri scontri.
Il ministro Kravtsov ha sottolineato che il corso includerà anche storia militare russa, protezione civile e sopravvivenza in guerra. Alle lezioni teoriche si affiancheranno esercitazioni sul campo, con il coinvolgimento di istruttori con esperienza di combattimento nella cosiddetta «operazione speciale» in Ucraina. L’istruzione, di fatto, diventa un vettore ideologico per abituare le nuove generazioni all’idea della guerra come condizione normale.
Incredibile come un sistema educativo possa diventare un vero e proprio campo di addestramento militare. Ma dove stiamo andando? La storia ci ha già insegnato che guerre e militarizzazione portano solo sofferenza e divisione. È necessario fermarsi e riflettere su queste scelte.