Città del Vaticano, la lettera del Papa ai lefebvriani: “Tornate sui vostri passi”
Città del Vaticano, 30 giugno 2026 – “Colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”, riporta Attuale.
Trentotto anni dopo lo scisma di Lefebvre, che ha segnato una delle pagine più dolorose della storia recente della Chiesa cattolica, la vicenda legata all’arcivescovo Marcel Lefebvre continua a rappresentare una spina nel fianco della Chiesa Cattolica perché mette in discussione il delicato equilibrio tra fedeltà alla tradizione, obbedienza al Successore di Pietro e ricerca dell’unità ecclesiale. Una storia che attraversa i pontificati di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, fino agli sviluppi successivi, e che ancora oggi conserva una forte attualità.
La lettera indirizzata al superiore dei Lefebvriani, il reverendo Don Davide Pagliarani, porta la data di ieri 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo, ma è stata diffusa oggi dalla Sala stampa della Santa sede. “Con animo paterno – scrive Leone – desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato – prosegue – l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.”
“Prego per voi – conclude il Papa – perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”.