Roma, 9 luglio 2026 – La nuova rilevazione elettorale realizzata da BiDiMedia s.r.l. per First srl, presentata l’8 luglio 2026, offre uno spaccato dettagliato delle intenzioni di voto degli italiani e simula l’impatto della nuova legge elettorale, denominata Stabilicum, su cinque diversi scenari di coalizione. Dall’analisi emerge un quadro caratterizzato dal progressivo calo del principale partito di governo, Fratelli d’Italia, dalla netta crescita della formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, e da una diffusa tenuta delle forze progressiste, con il Campo Largo che risulterebbe la prima forza politica in tutti i contesti presi in esame, riporta Attuale.
Le intenzioni di voto ai singoli partiti
Per quanto riguarda i consensi attribuiti alle singole liste, Fratelli d’Italia si conferma in cima alle preferenze degli elettori, ma prosegue nel suo trend discendente. Rispetto alla precedente rilevazione del 22 giugno, il partito della Presidente del Consiglio cede lo 0,9% e si ferma al 26,7%. In seconda posizione si colloca il Partito Democratico, che subisce a sua volta una leggera flessione dello 0,4%, assestandosi al 21,8%. Al contrario, il Movimento 5 Stelle mostra segni di ripresa e guadagna due decimi di punto, salendo al 12,2%. Nell’area di centrodestra si registra la stabilità di Forza Italia, che resta ferma al 7,3%, mentre l’Alleanza Verdi e Sinistra si mantiene su livelli elevati pur arretrando impercettibilmente al 6,5% con un calo dello 0,1%. La sorpresa principale della rilevazione è rappresentata da Futuro Nazionale: il movimento guidato da Vannacci mette a segno una crescita consistente dello 0,8% in sole due settimane, raggiungendo il 6,2% e sorpassando ufficialmente la Lega. Il partito di Matteo Salvini continua invece la sua parabola discendente, lasciando sul terreno altri tre decimi di punto e scivolando al 5,7%. Nelle retrovie, Azione di Carlo Calenda rimane stabile al 2,9%, restando per il momento al di sotto della soglia di sbarramento. Continua invece la crescita di Casa Riformista, che guadagna uno 0,2% e si porta al 2,4%. Tra le micro-forze si registra il nuovo ingresso di Sud Chiama Nord all’1,1%, mentre il Partito Liberaldemocratico sale all’1% netto grazie a un incremento di un decimo. Sotto la soglia dell’un per cento troviamo Più Europa, che scende allo 0,9% perdendo lo 0,1%, seguita da Ora! stabile allo 0,7% e da Noi Moderati, che cede quattro decimi e chiude allo 0,6%.
L’impatto delle coalizioni e gli scenari parlamentari
L’aspetto più significativo del sondaggio BiDiMedia riguarda la simulazione dei collegi e delle coalizioni alla luce del sistema Stabilicum. I cinque scenari testati mostrano dinamiche differenti per la governabilità del Paese.
CENTRODESTRA SENZA VANNACCI – Nel primo scenario, l’alleanza del Campo Largo si scontra con un Centrodestra tradizionale che non include la formazione di Vannacci. In questa configurazione, il fronte progressista otterrebbe il 43,9% dei voti contro il 42,2% della coalizione di governo. Futuro Nazionale correrebbe da solo, raccogliendo il 6%, mentre la lista combinata tra Azione e il Partito Liberaldemocratico si attesterebbe al 4,2%. Con questi numeri, il Campo Largo conquisterebbe la maggioranza assoluta in Parlamento.
CENTRODESTRA CON VANNACCI – Il secondo scenario ipotizza invece l’allargamento del Centrodestra, che accoglierebbe al suo interno anche Futuro Nazionale. Nonostante l’unione delle destre, il Campo Largo riuscirebbe a spuntarla, crescendo fino al 45,5% dei consensi, mentre il blocco opposto si fermerebbe al 44,5%. In questo contesto, l’alleanza centrista tra i partiti di Calenda e Marattin salirebbe al 6,2%. Anche in questo caso, la maggioranza assoluta dei seggi spetterebbe al Campo Largo.
CENTRODESTRA CON LE FORZE DI CENTRO – Il terzo scenario prevede un assetto alternativo in cui il Centrodestra si presenta alleato con le forze di centro, escludendo la destra radicale. Il Campo Largo confermerebbe il suo 45,5%, staccando la coalizione moderata di centrodestra che si fermerebbe al 44%. In questa situazione, Futuro Nazionale, isolato, salirebbe al 6,6%. Il risultato parlamentare non cambierebbe, assegnando ancora una volta la maggioranza assoluta ai progressisti.
CENTROSINISTRA SENZA M5S – Gli ultimi due scenari cambiano radicalmente le geometrie politiche, frammentando le coalizioni e portando a una situazione di stallo in cui nessuna forza pre-elettorale otterrebbe i numeri per governare da sola. Nel quarto scenario, le forze corrono divise: il Centrodestra guiderebbe con il 40,7%, seguito da un Centrosinistra classico senza i Cinque Stelle al 35,3%. Il Movimento 5 Stelle isolato raccoglierebbe il 10,5%, Futuro Nazionale il 6,1% e la lista Azione-PLD il 4,5%. In assenza di una maggioranza assoluta, diventerebbero indispensabili accordi post-elettorali, in particolare con i partiti dell’area di Centro.
TRE POLI – L’ultimo scenario ipotizza una polarizzazione differente, con una coalizione di Sinistra pura formata da PD, M5S e AVS che risulterebbe prima al 41,8%, davanti a un blocco di Destra composto da Fratelli d’Italia, Futuro Nazionale e Lega al 39,7%. Il terzo polo di Centro, costituito dai partiti liberali insieme a Forza Italia, diventerebbe il vero ago della bilancia forte di un consistente 16,3%. Anche in questa quinta ipotesi, il verdetto delle urne costringerebbe i partiti a cercare larghe intese in Parlamento dopo il voto.