Due agenti ucraini accusati dell’omicidio della presunta responsabile di un attentato nell’inchiesta su Vadym Iermolaiev
Giovedì, due uomini ucraini sono comparsi per la prima volta in tribunale a Kiev, accusati dell’omicidio di Anastasiia Berezovska, considerata responsabile dell’attentato contro l’oligarca ucraino Vadym Iermolaiev, avvenuto nel Principato di Monaco lo scorso 29 giugno. Iermolaiev, rimasto ferito, è un noto imprenditore ucraino. Uno dei due uomini, Vladyslav Reut, è un ufficiale del GUR, l’agenzia di intelligence militare del ministero della Difesa ucraino, mentre l’altro, Vitalii Zhykovych, aveva precedentemente lavorato per l’SBU, il servizio di sicurezza ucraino, specializzato in controspionaggio e antiterrorismo, riporta Attuale.
La vicenda è intrisa di mistero e molte informazioni restano ancora sconosciute, incluso il movente dell’omicidio. Non è chiaro il nesso tra l’attentato e i servizi segreti ucraini, un tema che ha creato imbarazzo al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’attentato, realizzato tramite una bomba contenuta in uno zaino, ha colpito la casa di Iermolaiev, causando ferite anche alla moglie e al figlio quindicenne.
Iermolaiev fa parte di un gruppo di oligarchi che ha lasciato l’Ucraina nei primi giorni dell’invasione russa nel febbraio 2022, stabilendosi a Monaco. Nel 2023, dopo aver rinunciato alla cittadinanza ucraina, è stato soggetto a sanzioni disposte da Zelensky per presunti rapporti con la Russia, ma le motivazioni di tali sanzioni rimangono generiche e sfuggenti. Alcuni articoli di stampa ipotizzano un legame con un’azienda vinicola in Crimea, territorio occupato dalla Russia, che Iermolaiev sarebbe accusato di controllare attraverso prestanome, accusa da lui negata.
Il 3 luglio, l’Interpol ha emesso un mandato d’arresto per Anastasiia Berezovska, identificata come la persona ripresa dalle telecamere di sicurezza mentre depositava lo zaino esplosivo. Dopo aver lasciato il dispositivo, Berezovska ha attraversato il confine con la Francia e successivamente entrata in Italia, da cui ha poi raggiunto la Polonia e infine tornata a Zhytomyr, in Ucraina. La polizia, tracciando i conti della donna, ha rintracciato i due uomini accusati di averla finanziata in criptovalute.
Reut ha confessato di aver ucciso Berezovska e ha condotto le autorità al suo corpo, sepolto in un bosco non lontano da Kiev. Inizialmente, Reut ha cambiato la sua testimonianza, asserendo che non era lui a sparare e accusando Zhykovych dell’omicidio, ma la procura ucraina sostiene che entrambi hanno agito in modo coordinato, accusandoli di omicidio premeditato. I due uomini hanno negato ogni illecità, mentre il governo ucraino ha preso le distanze, affermando che i sospettati hanno agito indipendentemente.
In una dichiarazione successiva, il presidente Zelensky ha promesso di informare l’opinione pubblica sugli sviluppi dell’indagine. La polizia monegasca ha escluso un movente politico per l’attentato, suggerendo piuttosto legami con le attività finanziarie di Iermolaiev. Nel 2025, suo figlio Artur era stato arrestato a Cipro per frodi da 100 milioni di dollari, mentre un altro associato era stato trovato morto dopo essere stato torturato.
Durante l’udienza preliminare, Reut ha dichiarato di aver prelevato Berezovska al suo ritorno in Ucraina per “nasconderla” in relazione a una questione criminale, senza fornire ulteriori dettagli. Intanto, il procuratore Dmytro Tkachuk ha rivelato che informazioni riservate, non divulgabili per non ostacolare le indagini, sono emerse da uno dei sospettati, mostrando complessità e mistero attorno a questo inquietante caso.