La «coalizione dei volenterosi» rischia una crisi di leadership dopo l’uscita di Starmer e Macron

03.08.2026 12:05
La «coalizione dei volenterosi» rischia una crisi di leadership dopo l’uscita di Starmer e Macron
La «coalizione dei volenterosi» rischia una crisi di leadership dopo l’uscita di Starmer e Macron

La «coalizione dei volenterosi», il gruppo di oltre 30 Paesi creato da Regno Unito e Francia per sostenere l’Ucraina nel lungo periodo, rischia di entrare in una fase di incertezza politica dopo l’uscita di scena di Keir Starmer e la futura conclusione del mandato di Emmanuel Macron. Secondo The Telegraph, il progetto potrebbe trovarsi senza una leadership chiaramente riconoscibile proprio mentre continua a occuparsi delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e del coordinamento dell’assistenza militare.

Una coalizione per il sostegno a Kiev

La coalizione è stata costruita da Londra e Parigi come strumento di cooperazione tra più di 30 Stati. Il suo obiettivo è preparare un sostegno di lungo periodo all’Ucraina, anche nel caso di un possibile cessate il fuoco. Il gruppo non è quindi limitato alla gestione degli aiuti militari già disponibili: tra i suoi compiti indicati figurano la definizione di garanzie di sicurezza, il coordinamento delle forniture militari e la preparazione di una missione multinazionale.

Nel quadro delle attività attribuite alla coalizione rientra anche il contrasto alla cosiddetta «flotta ombra» russa. Il riferimento riguarda l’azione contro le navi utilizzate, secondo l’impostazione riportata nel testo, per aggirare o sostenere attività legate alle restrizioni internazionali. La coalizione riunisce Paesi con ruoli diversi, ma il progetto è stato avviato sotto la guida politica di Regno Unito e Francia.

La struttura del gruppo dipende dunque anche dalla continuità dell’impegno dei due governi che lo hanno promosso. È su questo punto che, secondo la ricostruzione del quotidiano britannico, si concentra ora il problema politico: i principali riferimenti della coalizione stanno cambiando o si preparano a lasciare la scena istituzionale.

Il cambio ai vertici di Londra e Parigi

Keir Starmer ha già lasciato l’incarico di primo ministro britannico. La sua uscita interrompe la presenza alla guida del governo di uno dei due Paesi fondatori della coalizione. Per la Francia, invece, il passaggio è previsto più avanti: Emmanuel Macron concluderà il mandato presidenziale nel 2027 e non potrà candidarsi per un terzo mandato consecutivo.

La combinazione dei due elementi apre una questione sulla successione politica al vertice dell’iniziativa. Starmer non è più il premier britannico, mentre Macron non potrà restare alla presidenza oltre il limite indicato. La coalizione è stata costruita attorno alla spinta congiunta di Londra e Parigi, ma secondo The Telegraph non sono ancora emersi successori evidenti capaci di assumere lo stesso ruolo.

Le ipotesi sui possibili successori

Tra i nomi considerati figura Friedrich Merz, ma il cancelliere tedesco, secondo il quotidiano, è indebolito da problemi interni. La sua posizione non viene quindi descritta come una soluzione già pronta per la guida del gruppo. Anche Donald Tusk e Giorgia Meloni vengono indicati tra i leader che potrebbero essere osservati in questa fase, ma nessuno dei due sarebbe disposto ad assumere la guida della coalizione.

Il testo non indica un altro leader già individuato per sostituire la coppia politica che ha promosso l’iniziativa. Per questo la questione non riguarda soltanto la successione formale nei governi di Londra e Parigi, ma anche la capacità di mantenere una direzione comune tra i Paesi partecipanti. La coalizione comprende più di 30 Stati e si occupa di dossier diversi: dalle garanzie di sicurezza alla missione multinazionale, fino alla cooperazione militare e al contrasto alla «flotta ombra».

A Londra, riferisce ancora The Telegraph, sono già in corso valutazioni sui rischi legati a un possibile cambio di potere in Francia. Il tema viene seguito anche all’interno della Nato, dove esiste il timore che l’arrivo di politici con posizioni più concilianti nei confronti di Mosca possa modificare in modo rilevante il sostegno europeo all’Ucraina. La discussione sulla leadership della coalizione resta così legata alle future scelte politiche nei due Paesi fondatori e all’orientamento dei governi che potrebbero succedere agli attuali vertici.

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