Gruppi filorussi rivendicano il furto di dati dalle forze di sicurezza spagnole

03.08.2026 12:55
Gruppi filorussi rivendicano il furto di dati dalle forze di sicurezza spagnole
Gruppi filorussi rivendicano il furto di dati dalle forze di sicurezza spagnole

Le organizzazioni hacker filorusse PalachPro, APTDesi e NoName057 sostengono di avere violato le banche dati delle forze dell’ordine e degli apparati di sicurezza della Spagna. La notizia è stata rilanciata il 2 agosto 2026, ma al momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale da parte delle autorità spagnole. Secondo la rivendicazione, gli attacchi avrebbero consentito di esporre i dati personali di oltre 400 dipendenti dei servizi di intelligence spagnoli e ucraini.

La rivendicazione degli hacker

I gruppi affermano che tra i nomi resi pubblici figurerebbero ufficiali dell’esercito spagnolo e agenti dei servizi di sicurezza che collaborano con la Cia statunitense, con il servizio britannico di intelligence esterna MI6 e con il Servizio di sicurezza dell’Ucraina. Le stesse organizzazioni sostengono inoltre di avere trasmesso le informazioni ottenute ai servizi russi.

Si tratta, per ora, di dichiarazioni provenienti dagli stessi gruppi responsabili della rivendicazione. Non sono stati forniti, nel materiale disponibile, elementi che consentano di verificare in modo indipendente l’effettiva compromissione delle banche dati, l’autenticità dei nominativi o l’avvenuta trasmissione delle informazioni. Un riferimento alla rivendicazione è stato pubblicato anche sul canale Telegram Akalitin.

La modalità descritta rientra nella tattica definita Hack-and-Leak, basata sull’accesso non autorizzato a dati e sulla loro successiva diffusione. Nelle dichiarazioni dei gruppi, la pubblicazione dei nominativi avrebbe come obiettivo le strutture di sicurezza di un Paese membro della Nato e i rapporti operativi tra Spagna, Ucraina, Stati Uniti e Regno Unito.

L’operazione Broken Byte

PalachPro e NoName057 erano già comparsi insieme nel giugno 2026, quando NoName057 aveva annunciato, con il sostegno del gruppo alleato, l’operazione Broken Byte. In quell’occasione gli hacker avevano dichiarato di avere compromesso oltre 50 mila telecamere di videosorveglianza in Paesi membri dell’Unione europea. Anche in quel caso, il dato deriva dalla rivendicazione dei gruppi.

L’operazione era stata presentata come un’azione contro sistemi di sorveglianza distribuiti in diversi Stati dell’Ue. Un eventuale accesso a queste reti potrebbe riguardare informazioni relative alla sicurezza pubblica, alla logistica militare e ai percorsi utilizzati per il trasporto degli aiuti destinati all’Ucraina. Il materiale disponibile, tuttavia, non indica quali telecamere sarebbero state effettivamente controllate né per quanto tempo.

Il caso dell’ex professore spagnolo

Il nome di NoName057 era già stato associato dalle autorità spagnole a un’inchiesta del 2025. La polizia aveva accusato Enrique Arias Gil, 37 anni, ex professore di un’università di Madrid, di attività di sabotaggio, cyberterrorismo sul territorio dell’Unione europea e collaborazione con il gruppo hacker. Secondo l’accusa, NoName057, considerato vicino al Cremlino, sarebbe responsabile di circa 500 attacchi informatici contro la Spagna.

Dopo l’inchiesta, Arias Gil è stato inserito nella lista dei ricercati dell’Europol. Le autorità spagnole ritengono che si trovi attualmente in Russia, dove era arrivato nel 2024 per studiare la lingua russa. Una volta nel Paese, l’ex professore avrebbe gestito un canale Telegram attraverso il quale pubblicava obiettivi per attacchi informatici, tra cui porti e istituzioni governative spagnole.

Secondo le contestazioni a suo carico, Arias Gil avrebbe inoltre raccolto informazioni riservate sulle infrastrutture critiche della Spagna e sul personale delle forze di sicurezza. La sua attività viene descritta nel quadro dell’indagine sulla collaborazione con NoName057 e sulle operazioni condotte contro obiettivi spagnoli. Anche su questi elementi, il materiale disponibile riporta le accuse delle autorità, senza una nuova reazione ufficiale di Madrid alle recenti rivendicazioni.

Le dichiarazioni di PalachPro, APTDesi e NoName057 si inseriscono dunque in una sequenza di rivendicazioni che comprende banche dati delle strutture di sicurezza e sistemi di videosorveglianza in Paesi dell’Unione europea. La verifica dell’eventuale intrusione nelle reti spagnole e della diffusione dei dati resta affidata alle autorità competenti.

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