Netanyahu rifiuta il piano di Trump per il disarmo di Hamas e la ricostruzione della Striscia di Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto un piano proposto dal Consiglio di pace, l’organismo creato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per gestire la conclusione del conflitto e la ricostruzione della Striscia di Gaza, riporta Attuale.
Il piano si basava sulla graduale consegna delle armi da parte di Hamas a un neonato Comitato per l’amministrazione di Gaza, previsto per governare la Striscia in un’eventuale fase post-conflitto, mentre Israele avrebbe iniziato il suo ritiro dalle aree attualmente sotto il suo controllo. Durante una riunione di governo, Netanyahu ha chiarito che l’esercito israeliano non si ritirerà fino a quando Hamas non sarà disarmato, specificando che questo disarmo deve comprendere ogni tipo di armi, sia pesanti che leggere: «Parliamo di un vero disarmo, non di una farsa», ha affermato.
Trump, presentando il piano come un «passo storico» verso la cessazione del conflitto, ha utilizzato una retorica caratterizzata da toni forti, ma la risposta di Israele è stata finora incerta. Sebbene Hamas avesse confermato l’esistenza di un’intesa sul disarmo, ha posto diverse condizioni, tra cui il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia.
Gli Stati Uniti restano l’alleato principale di Israele, e Trump ha sempre manifestato un forte sostegno a Netanyahu. Tuttavia, nei mesi recenti i rapporti tra i due si sono deteriorati, principalmente a causa dell’atteggiamento di Netanyahu verso qualsiasi proposta di accordo e mediazione riguardo sia Gaza che la guerra contro l’Iran. «Gli statunitensi hanno idee: alcune sono accettabili per noi, altre non lo sono, e sappiamo tenere il punto», ha dichiarato Netanyahu.
Il primo ministro ha sempre proclamato, e continua a farlo, che il suo obiettivo principale è «distruggere» Hamas, ma finora tale obiettivo non è stato raggiunto. In oltre due anni di conflitto nella Striscia di Gaza, Israele ha eliminato i principali leader di Hamas, sia politici che militari, tuttavia il gruppo ha saputo sostituire rapidamente i suoi vertici. Nonostante un notevole indebolimento e una riduzione del sostegno tra la popolazione palestinese, Hamas continua a detenere armi e miliziani, controllando con la forza circa il 40 per cento della Striscia, ovvero la porzione non occupata da Israele.