La gerontecnologia e il futuro dei robot assistivi per gli anziani in Italia
Roma, 8 agosto 2026 – L’integrazione di gerontecnologia e robot sociali nel supporto agli over 65 in Italia sta guadagnando terreno, ma le questioni relative ai costi e all’accessibilità rimangono irrisolte, riporta Attuale.
Le recenti dichiarazioni della Commissione Europea evidenziano un significativo investimento nella ricerca e nello sviluppo di robot economici per la compagnia degli anziani. Tuttavia, il prezzo d’acquisto rimane elevato: si parla di circa 20.000 euro per unità, lasciando gli anziani a chiedersi chi si farà carico delle spese.
Andrea Orlandini, 53 anni, ricercatore del Cnr e presidente dell’Associazione italiana per l’intelligenza artificiale (AixIa), sottolinea che attualmente non esiste un “robot della mutua”. L’implementazione di tali dispositivi richiede infrastrutture come una connessione Wi-Fi, ancora inadeguate per molti anziani. Sebbene alcune compagnie assicurative stiano esplorando sconti per l’uso di tecnologia assistiva, ci sono sfide tecniche e pratiche significative che devono essere affrontate.
Nonostante i progressi, il robot assistivo, al momento, serve principalmente come collectore di dati per la salute degli utenti. Non misura direttamente parametri vitali, ma invia le informazioni a figli o medici, permettendo un monitoraggio della salute a distanza. Orlandini puntualizza che la tecnologia non deve invadere la privacy degli utenti, ma rappresenta un’opzione per migliorare l’assistenza a domicilio.
All’interno del contesto della ricerca, il Cnr ha condotto studi dal 2000 sui robot per persone anziane, partecipando a progetti anche a livello europeo, come il Giraffplus, avviato nel 2015 e sostenuto dalla Commissione Europea. Questi robot sono stati progettati per arricchire l’interazione tra gli anziani e i loro assistenti.
Ad oggi, l’industria sta considerando il robot come uno strumento complementare, piuttosto che un sostituto. Le esperimenti condotte, ad esempio, includono l’interazione tra un’anziana e un robot che le ha permesso di comunicare con professionisti della salute, evidenziando così l’importanza della tecnologia nella gestione delle necessità quotidiane.
Orlandini osserva inoltre che il progresso della tecnologia non è ancora sufficiente per abbandonare del tutto l’assistenza umana. I robot richiedono spesso controlli manuali per garantire il loro corretto funzionamento, evidenziando che le soluzioni autonome non sono ancora del tutto praticabili.
La questione dell’adozione della tecnologia da parte degli anziani è complessa: contrariamente alle aspettative, molti mostrano un’ottima comprensione e accettazione degli strumenti tecnologici, specialmente quando ne percepiscono l’utilità. Oggi, la sfida si trova nell’integrare queste tecnologie senza sostituire l’interazione umana.
In un contesto globale, mentre in Giappone si sviluppano robot capaci di intervenire fisicamente nella riabilitazione, in Italia è evidente una prudenza rispetto all’uso di robot assistivi. Il futuro della tecnologia assistiva, enfatizza Orlandini, deve focalizzarsi sull’aumento delle interazioni umane, piuttosto che sulla loro sostituzione.
Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, emergono nuove opportunità, ma anche nuove criticità. I robot attuali non sono in grado di affrontare tutte le situazioni in modo autonomo, il che rende necessaria una programmazione avanzata che possa garantire una maggiore affidabilità. È cruciale il rispetto del “fattore umano” nella cura degli anziani, per evitare che la tecnologia diventi un ulteriore motivo di isolamento.
In sintesi, la ricerca prosegue mentre il panorama della gerontecnologia continua ad ampliarsi, ostinandosi nella ricerca di soluzioni innovative che possano rispondere alle esigenze degli anziani e dei loro caregiver.