Meloni e Frederiksen chiedono centri di rimpatrio in Paesi terzi per proteggere l’Europa

10.08.2026 10:15
Meloni e Frederiksen chiedono centri di rimpatrio in Paesi terzi per proteggere l'Europa

Roma, 10 agosto 2026 – Insieme in una foto su Instagram per inviare un “messaggio congiunto all’Europa” e dire no a “un’immigrazione incontrollata” che ha “impatti negativi” sulle società. Così si presentano la premier italiana Giorgia Meloni e la collega danese Mette Frederiksen, dichiarando di voler “condividere alcune riflessioni sul futuro dell’Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere”, come riportato dalla presidente del Consiglio su Facebook. “Siamo consapevoli che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione”, ammette la premier italiana, riferendosi alla diversa estrazione politica della collega danese (è socialdemocratica, ndr), con cui “certamente non siamo d’accordo su tutto. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa.”, riporta Attuale.

Il post social

“Siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa. Non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa”, scrivono Meloni e Frederiksen, ponendo l’accento “sul futuro dell’Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere”. “Nessuno – proseguono le due premier – può negare gli impatti negativi dell’immigrazione illegale sulle nostre società: aumento dei tassi di criminalità, crescente pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini. È particolarmente grave quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali”.

E dunque cosa si può fare ora? Si interrogano le due leader rimarcando il loro essere le uniche due donne a guidare un governo tra i 27 Stati dell’Ue. “Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa – rispondono –. Ci stiamo lavorando con impegno. Ma questo non basta. Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa”.

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