La condizione degli immigrati in Italia: l’Eurispes segnala una sottoutilizzazione delle potenzialità straniere

10.08.2026 05:35
La condizione degli immigrati in Italia: l'Eurispes segnala una sottoutilizzazione delle potenzialità straniere

Immigrazione in Italia: Una Risorsa Sottoutilizzata

In Italia, “si affronta l’immigrazione quasi esclusivamente come un fatto di ordine pubblico, anziché come una componente essenziale del modello sociale e produttivo del Paese. Questa miopia ha un costo altissimo”, afferma Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, riferendosi ai dati raccolti dall’indagine “La condizione degli immigrati in Italia. Vissuto, esperienze e progetti”, riporta Attuale.

Fara osserva che l’Italia, da zona di transito, è diventata nel tempo una meta stabile per milioni di persone che fuggono da guerre, povertà e crisi climatiche. “Le potenzialità dei cittadini stranieri sono largamente sottoutilizzate”, sottolinea, evidenziando che continuare a sprecare questo capitale umano rappresenta un danno sia per gli immigrati sia per il Paese. Attualmente, i migranti regolari residenti in Italia sono quasi cinque milioni, generando ricchezze per il 9% del PIL nazionale e contribuendo al sostegno di oltre seicentomila pensioni.

“Si affronta invece l’immigrazione quasi esclusivamente come un fatto di ordine pubblico”, prosegue Fara, avvertendo che questa visione miope avrà ripercussioni sulle future generazioni italiane. La sfida principale, secondo il presidente dell’Eurispes, è creare un circolo virtuoso di integrazione sociale, linguistica ed economica, associando l’ingresso degli immigrati alle necessità del mercato del lavoro e regolando i contratti per prevenire sfruttamenti e conflitti sociali.

Il presidente conclude affermando che “dare voce a chi vive l’esperienza migratoria è essenziale per costruire proposte realistiche”.

I DATI

Secondo l’indagine, il 27,8% degli immigrati vive in Italia da 3-5 anni, il 24,2% da 6-10 anni, il 19,4% da 1-2 anni e un altro 19,4% da oltre 10 anni. La maggior parte degli immigrati ha dunque una permanenza media nel Paese. Gli stranieri irregolari rappresentano il 15,5% del campione, mentre il 52% degli immigrati vive da solo e non con la propria famiglia.

Le motivazioni per cui si emigra in Italia variano: il 23,3% scappa dalla povertà, il 18,5% dalla mancanza di lavoro, e il 14,8% ricerca condizioni di vita migliori. L’83,1% degli uomini e il 69,3% delle donne in età lavorativa dichiarano di avere un impiego. Inoltre, il 62,4% degli immigrati occupati ha un contratto di lavoro stabile.

LA CONDIZIONE LAVORATIVA

La condizione lavorativa degli stranieri in Italia evidenzia che la maggior parte di loro (62,4%) ha rapporti di lavoro stabili, mentre il 32,4% ha impieghi temporanei o stagionali. Tuttavia, oltre un terzo (37,6%) vive in una situazione di precarietà. Il lavoro è spesso trovato tramite reti relazionali informali, con il 47,7% che si rivolge a parenti o amici per opportunità. Il comportamento dei datori di lavoro è percepito come corretto dalla maggioranza degli immigrati (54,1%).

LE RIMESSE E LA CASA

Il 59,5% degli immigrati invia meno di un quarto del proprio guadagno alle famiglie nei paesi d’origine. In merito all’abitazione, il 55,3% vive in affitto, evidenziando una precarietà abitativa. Il 45,8% degli immigrati considera la propria abitazione troppo piccola.

IL GIUDIZIO SUGLI ITALIANI

Per quanto riguarda il rapporto con gli italiani, prevale una percezione di indifferenza (22,3%), seguita da un certo atteggiamento amichevole percepito dal 20,3% degli immigrati. Tuttavia, il 57,8% ha assistito ad episodi di razzismo, confermando la necessità di una maggiore consapevolezza e integrazione sociale.

I DIRITTI E LA CITTADINANZA

Infine, il 59,9% degli immigrati si mostra interessato a esercitare il diritto di voto, e il 57% desidera ottenere la cittadinanza. Questi dati evidenziano la volontà di integrazione e partecipazione nella società italiana.

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