Riccione ospita congresso su gravidanza e allattamento per persone trans, polemiche da Futuro Nazionale

14.08.2026 18:05
Riccione ospita congresso su gravidanza e allattamento per persone trans, polemiche da Futuro Nazionale

A Riccione si discuterà di gravidanza, parto e allattamento nella comunità trans. L’Associazione italiana di ostetricia (Aio) ha incluso questi temi nel suo congresso nazionale, previsto per il 3 e 4 ottobre. Tra gli incontri si segnala il titolo «Se a partorire non è una madre», dedicato all’utenza trans, una scelta vista dall’associazione come una nuova frontiera professionale e già oggetto di critiche da parte del movimento Futuro Nazionale. Davide Bergamini, responsabile regionale del movimento in Emilia-Romagna, ha espresso la sua contrarietà, affermando: «Siamo davvero nel mondo al contrario», riporta Attuale.

La protesta di Bergamini

Bergamini ha definito «assurdo» l’assegnazione di 10,5 crediti per la formazione riguardante gravidanza, parto e allattamento nel contesto trans. Ha ulteriormente commentato: «Un uomo non allatta. Non è un’offesa, ma è semplicemente la realtà biologica». Secondo lui, le nozioni di maternità e paternità non possono essere annullate o rimaneggiate.

Cosa prevede il congresso

Il programma dell’Aio si focalizzerà sull’assistenza sanitaria, esaminando il rischio che stigma, stereotipi e discriminazioni possano limitare l’accesso ai servizi di salute per le persone LGBTQIA+. Si discuterà anche delle difficoltà burocratiche, soprattutto per le persone con utero che affrontano lo screening per l’Hpv, in assenza di una registrazione anagrafica come donne. Durante la sessione riguardante gravidanza, parto e allattamento interverranno, tra gli altri, l’ostetrica Chiara Mogliazza e l’attivista Egon Botteghi, referente di Genitorialità Trans per Rete genitori Rainbow. L’Aio considera questi argomenti come una nuova area di formazione per le ostetriche, su cui l’associazione sta lavorando dall’inizio del 2024.

1 Comment

  1. Ma dai, che assurdità! Mi sembra ridicolo che ci siano polemiche su temi così importanti. La biologia non può essere ignorata, ma bisogna anche considerare le reali esigenze delle persone. Stiamo vivendo in tempi complicati, e l’unico modo per andare avanti è il dialogo.

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